Israele restituisce i corpi palestinesi, ma l’identificazione è ostacolata da gravi difficoltà nella Striscia di Gaza

23.10.2025 16:25
Israele restituisce i corpi palestinesi, ma l'identificazione è ostacolata da gravi difficoltà nella Striscia di Gaza

Accordi sul cessate il fuoco: complessità nella restituzione dei corpi a Gaza

Gli accordi per il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza stabiliscono che per ogni ostaggio israeliano morto riconsegnato da Hamas, Israele debba restituire i corpi di 15 palestinesi. Tuttavia, il processo di restituzione è andato a rilento, con Hamas che ha riconsegnato finora 15 corpi su un totale di 28, mentre Israele ha restituito 195 corpi palestinesi, di cui solo 57 identificati, riporta Attuale.

L’identificazione dei corpi rappresenta una sfida significativa. La Striscia di Gaza, distrutta da bombardamenti continui, ha visto il 90% dei suoi edifici compromessi, inclusi laboratori e ospedali. La mancanza di strutture appropriate e di strumenti per i test del DNA complicano ulteriormente il processo. Inoltre, molti corpi riconsegnati versano in condizioni tali da renderli difficilmente identificabili; il ministero della Salute ha evidenziato che alcune vittime appaiono colpite da veicoli pesanti.

I corpi palestinesi sono stati consegnati al Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR), che li ha poi trasferiti all’ospedale Nasser di Khan Yunis, nel sud della Striscia. Questa pratica è essenziale per dare alle famiglie la possibilità di organizzare funerali privati. Recentemente, 54 corpi sono stati sepolti in una fossa comune, senza che fosse possibile identificarli. Alcuni familiari, presenti durante la sepoltura, hanno espresso la loro frustrazione per l’assenza di informazioni, recandosi regolarmente all’ospedale nella speranza di ricevere notizie.

Per agevolare l’identificazione, il ministero della Salute di Gaza ha creato un sito web dedicato, dove vengono caricate le fotografie dei corpi riconsegnati. Sebbene si tratti di un processo traumatico per le famiglie, ha qualificato che questo metodo ha permesso a qualche famiglia di rintracciare i propri cari. Tuttavia, le circostanze delle morti rimangono sconosciute; tra le vittime potrebbero esserci sia miliziani di Hamas che civili palestinesi colpiti da operazioni militari israeliane o incarcerati.

Ogni corpo riconsegnato era accompagnato da un documento che attestava il passaggio dalla base militare di Sde Teiman, nel sud di Israele, pur non specificando la tempistica o le condizioni della detenzione. La base è nota per le segnalazioni di abusi e torture, e durante il conflitto è stata utilizzata per detenere migliaia di palestinesi.

I medici dell’ospedale Nasser hanno riportato segni di abusi su molti dei corpi restituiti, con evidenze di legature e ferite da arma da fuoco. Tutti i corpi erano contrassegnati con un numero, e diverse vittime presentavano arti o altre parti mancanti. Questa situazione pone interrogativi non solo sui corpi restituiti ma anche su quelli di palestinesi disperse, che il Centro palestinese per le persone disperse e scomparse forzatamente stima tra le 8.000 e le 9.000 unità attualmente sotto le macerie nella Striscia.

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