Kiev: l’Alaska segna la vittoria di Putin, il blocco russo attorno a Pokrovsk

12.08.2025 22:15
Kiev: l'Alaska segna la vittoria di Putin, il blocco russo attorno a Pokrovsk

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sottolinea che un dialogo tra il presidente degli Stati Uniti e il leader russo potrebbe rivelarsi significativo per i negoziati bilaterali, ma è fondamentale che l’Ucraina sia coinvolta nelle discussioni riguardanti il proprio futuro. «Non possono prendere decisioni sull’Ucraina senza di noi. Spero che il presidente americano lo comprenda», afferma Zelensky, cercando di ottenere un posto al tavolo del summit in Alaska tra i due leader, mentre le possibilità di una pace duratura sembrano ridursi.», riporta Attuale.

In vista di ciò che la Casa Bianca chiama «un esercizio di ascolto», definito da Kiev come una «vittoria personale» per Putin, il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha avuto un colloquio ieri con il segretario di Stato Marco Rubio. Oggi, Trump parteciperà a un incontro virtuale sponsorizzato dal cancelliere tedesco Friedrich Merz, in cui si confronterà con Zelensky, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, il presidente del Consiglio europeo António Costa, il segretario della NATO Mark Rutte e vari leader europei, tra cui la premier Giorgia Meloni. I leader europei si riuniranno in seguito per discutere i risultati del colloquio tra Trump e Zelensky.

Stando a rumor, l’adesione dell’Ucraina all’Unione Europea potrebbe essere un «pegno» che il magnate americano intende offrire a Zelensky in cambio della cessione di determinati territori. Tuttavia, questo piano ignora un ostacolo significativo: il premier ungherese Viktor Orbán, alleato delle posizioni di Putin, e il leader slovacco Robert Fico pongono il veto sull’ingresso dell’Ucraina nell’UE. La decisione richiederà l’unanimità dei 27 Stati membri.

Il dialogo per la pace in Ucraina, perciò, si presenta come un’impresa complessa e il ruolo dell’UE rimane incerto, così come la predisposizione del presidente americano ad ascoltarla. Nonostante le speculazioni relative a possibili scambi territoriali, Zelensky ribadisce che «l’Ucraina non si ritirerà dal Donbass, poiché le concessioni russe, privi di garanzie di sicurezza, porterebbero a nuove aggressioni e aumenterebbero il rischio di una terza guerra».

Nella regione di Donetsk, in particolare nei settori di Dobropillia e Pokrovsk, l’Ucraina sta affrontando l’avanzata delle forze russe. Mosca ha dispiegato oltre 110,000 soldati nelle vicinanze dell’hub logistico del Donbass, tentando di oltrepassare le linee difensive ucraine attraverso piccole unità di fanteria. Recentemente, le forze russe hanno guadagnato terreno, avanzando di circa dieci chilometri verso la strada Dobropillia-Kramatorsk, attualmente bloccata e oggetto di attacchi significativi.

Il ex comandante del battaglione Azov, Bogdan Krotevyc, conferma che «il nemico sta avanzando in direzione di Kramatorsk e Druzhkivka». Allo stesso tempo, l’analista ucraino Tatarigami ha suggerito su X che sarebbe opportuno destituire il capo di stato maggiore Oleksander Syrsky a causa di una gestione inefficace e di una comunicazione scarsa tra le brigate, che ha esacerbato i problemi legati alla carenza di truppe. Gli analisti sperano che queste incursioni non causino un collasso completo del fronte, in un momento già di per sé delicato dal punto di vista diplomatico.

In risposta a queste tensioni, Zelensky avverte: «Crediamo che i russi stiano pianificando un’operazione offensiva su tre fronti principali: Zaporizhia, Pokrovsk e Novopavlivka». Un quadro di crescente difficoltà per l’Ucraina si delinea, l’ombra di una crisi che potrebbe estendersi ben oltre il Donbass, coinvolgendo l’intero continente europeo.

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