La Fenice interrompe la collaborazione con Beatrice Venezi dopo polemiche e dichiarazioni controverse

27.04.2026 04:15
La Fenice interrompe la collaborazione con Beatrice Venezi dopo polemiche e dichiarazioni controverse

Teatro La Fenice annulla la collaborazione con Beatrice Venezi

Roma, 27 APRILE 2026 – La Fondazione Teatro La Fenice ha annunciato l’annullamento di tutte le collaborazioni future con il maestro Beatrice Venezi. Questo avviene a metà pomeriggio di domenica, per volontà del sovrintendente Nicola Colabianchi. La direttrice d’orchestra, considerata vicina al governo e in particolare a FdI, avrebbe dovuto iniziare il suo incarico il prossimo ottobre. La sua nomina, avvenuta senza preavviso il 22 settembre scorso, era stata accompagnata da polemiche, tanto che la Rsu aveva dichiarato lo stato di agitazione, ma Colabianchi l’aveva sempre difesa fino ad ora, riporta Attuale.

La decisione di interrompere la collaborazione è dovuta a “reiterate e gravi dichiarazioni pubbliche del maestro, offensive e lesive del valore artistico e professionale della Fondazione Teatro La Fenice e della sua Orchestra”. Il comunicato specifica che “tali affermazioni, non condivise nel merito e nei giudizi espressi, risultano incompatibili con i principi della Fondazione e con la tutela e il rispetto dovuto ai professori d’Orchestra”. I sindacati hanno immediatamente etichettato le parole di Venezi come “gravi e offensive”. A Venezia, la situazione è vista come una vicenda “cominciata male e finita peggio”, ma l’intervista rilasciata al quotidiano argentino La Nación sembra essere stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. “Io non ho padrini – ha dichiarato Venezi – questa è la differenza. Non provengo da una famiglia di musicisti. E questa è un’orchestra dove le posizioni si tramandano praticamente di padre in figlio”. Dalla dichiarazione, Colabianchi si è distaccato difendendo “l’ottima qualità” dell’orchestra.

Anche il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha appoggiato Colabianchi, sottolineando che la decisione è stata “assunta in autonomia e indipendenza” e conferendogli “la sua più completa fiducia” con l’auspicio che questa scelta possa “sgomberare il campo da equivoci, tensioni e strumentalizzazioni”.

Il caso ha anche rilevanza politica. Le opposizioni hanno dichiarato che il licenziamento è giunto troppo tardi. “Colabianchi avrà capito che, arrivati a questo punto, o cadeva Venezi o cadeva lui, e ha deciso per la prima”, ha osservato il capogruppo 5 Stelle al Senato, Luca Pirondini, chiedendo scuse da Giuli, dall’ex sottosegretario Mazzi (ora ministro del Turismo), da Colabianchi e da tutti coloro che hanno sostenuto Venezi. Elisabetta Piccolotti (Avs) ha attaccato: “La destra continua a distribuire poltrone secondo amicizie e convenienze. Il merito lo sbandierano e basta.” Anche Andrea Martella (Pd), candidato sindaco di Venezia per il centrosinistra, ha criticato la gestione della vicenda, sottolineando che “forzature e contrapposizioni nulla hanno portato di buono al Teatro”.

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