La Flotilla denuncia l’Italia alla Corte di Strasburgo per l’illecito prelievo di attivisti da una barca italiana

02.05.2026 14:35
La Flotilla denuncia l'Italia alla Corte di Strasburgo per l'illecito prelievo di attivisti da una barca italiana

Israele preleva attivisti da barca italiana: l’Italia richiesta di responsabilità

Roma, 2 maggio 2026 – Il caso della Global Sumud Flotilla coinvolge direttamente l’Italia, poiché Israele ha prelevato i due attivisti Thiago Avila e Saif Abukeshek da una barca battente bandiera italiana. “Questo significa, per il diritto del mare, averli prelevati illegalmente da Roma”, spiega la portavoce italiana Maria Elena Delia al presidio organizzato oggi davanti alla Farnesina. Quando sono state intercettate dalla marina di Tel Aviv, le imbarcazioni “erano a 20 miglia da Creta, in acque internazionali ma di competenza greca. È un fatto grave per l’Europa”, riporta Attuale.

Secondo la Global BDS Flotilla (GBF), che stava effettuando la sua seconda spedizione umanitaria per Gaza, l’Italia avrebbe responsabilità dirette in questa situazione. Il team legale dell’organizzazione ha depositato un ricorso urgente alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Nell’atto si cita Israele per l’atto di detenzione arbitraria e “incommunicando”, ma si chiama in causa anche lo Stato italiano, “quale Stato di bandiera dell’imbarcazione su cui i due attivisti si trovavano al momento della loro intercettazione”.

“In base alla giurisprudenza consolidata della Corte di Strasburgo e al diritto internazionale del mare – si legge in una nota della Flotilla – l’Italia esercitava giurisdizione sui soggetti a bordo ed era quindi tenuta ad adottare tutte le misure necessarie per prevenire violazioni prevedibili dei diritti fondamentali. Nonostante le autorità italiane fossero state tempestivamente informate del rischio concreto e imminente per la vita e l’integrità fisica degli attivisti, non è stata adottata alcuna misura effettiva di protezione né è stato avviato alcun intervento idoneo a impedire o interrompere la violazione in corso. Tale inerzia configura una violazione degli obblighi positivi che incombono sugli Stati ai sensi della Convenzione”.

Attraverso la procedura d’urgenza, si chiede alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di “indicare allo Stato italiano l’adozione immediata di tutte le misure necessarie per accertare il luogo di detenzione dei due attivisti, garantirne l’integrità fisica e psicologica, assicurare l’accesso alla difesa e impedire ulteriori trasferimenti o forme di isolamento”.

“Chiediamo che Thiago Avila e Saif Abukeshek vengano liberati – dice Delia – è una questione giuridica. Se si consente di rapirli in acque internazionali da una barca battente bandiera italiana, è una ulteriore escalation di una sistematica e impunita violazione del diritto internazionale. Chiediamo a tutti di agire e mobilitarsi, di creare presidi permanenti. Thiago e Saif rappresentano i 10mila prigionieri palestinesi”.

Gli attivisti rientrati dalla spedizione dopo l’assalto israeliano “hanno raccontato 40 ore da incubo – ha aggiunto la portavoce –. Sono stati sbarcati, malmenati e i greci non li hanno accolti a braccia aperte: non hanno avuto nemmeno una bottiglia d’acqua. Stanno bene a parte quelli in ospedale: sono quasi tutti a Creta”.

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