Fatima Ezzahra El Mansouri: la premier del Marocco sfida gli stereotipi di genere
“Non sono un lampadario”. Con queste parole la premier marocchina Fatima Ezzahra El Mansouri ha acceso un acceso dibattito sulla questione di genere che sta rapidamente facendo il giro del mondo. Il 22 ottobre, una apparentemente innocua disputa di protocollo in aula parlamentare è diventata il fulcro di un acceso confronto sociale. El Mansouri, avvocato di 50 anni e già sindaco di Marrakech, guida il Marocco dal settembre 2023 dopo la vittoria elettorale del Partito autenticità e modernità e si è mostrata determinata a infrangere i tetti di cristallo. Di fronte a lei, la deputata dell’opposizione Rim Chabat, esponente del movimento Popolare, ha usato un linguaggio provocatorio, sottolineando che l’ex primo ministro l’ha chiamata “signor primo ministro”. A questa osservazione, El Mansouri ha risposto con fermezza: “Io sono la signora primo ministro e dovrà farci l’abitudine”, riporta Attuale.
Il confronto non si è limitato a un semplice scambio di battute. La premier ha contestato l’opinione degli esponenti del Partito della Giustizia e dello Sviluppo (PJD), un gruppo islamista conservatore, che tende a confinare le donne nel ruolo domestico. Rievocando una frase del 2014 dell’allora primo ministro Abdelilah Benkirane, che aveva paragonato le donne a “lampadari”, El Mansouri si è inalberata: “Volete davvero che le figlie del Marocco siano lampadari? Io non lo sono. Sono ragione, coscienza, convinzioni e lotta”.
El Mansouri ha inoltre evidenziato le sfide quotidiane affrontate da molte donne marocchine, inclusi vedove e divorziate. “Ci sono le donne divorziate che crescono i figli senza ricevere dagli ex coniugi gli assegni di mantenimento. Per queste donne, il lavoro non è una concessione, ma una necessità quotidiana”, ha affermato. Questo intervento segna un cambio di passo cruciale nella narrazione politica del Marocco, dove per anni i diritti delle donne sono stati marginalizzati.
Il discorso si è poi spostato anche sulla relazione tra religione e politica. Rivolgendosi ai membri del PJD, El Mansouri ha sottolineato: “Chi siete voi per decidere chi è musulmano e chi non lo è?”, riflettendo sulla distinzione tra fede personale e uso ideologico della religione. Nata nel 1976 in una famiglia borghese, fino ad ora la premier non aveva fatto dei diritti delle donne una bandiera elettorale, ma ci sono segnali che suggeriscono una crescente attenzione verso questi temi.
Con il Marocco che si prepara ad ospitare il Mondiale di calcio del 2030 insieme a Spagna e Portogallo, il governo dovrà affrontare questioni cruciali come la riforma del diritto di famiglia, ancora carente in molti aspetti. Mentre il dibattito sulle questioni di genere si intensifica, El Mansouri sembra pronta a sfidare le convenzioni e a promuovere un cambiamento significativo che possa allineare il Marocco con le aspirazioni moderne delle sue donne.