Tensione elevata per i cortei del 30 dicembre, allerta per infiltrazioni e scontri in Italia

27.10.2026 22:35
Tensione elevata per i cortei del 30 dicembre, allerta per infiltrazioni e scontri in Italia

Già in allerta per lo sciopero generale in Italia previsto per il 30 dicembre

I riflettori sono puntati sullo sciopero generale di venerdì 30 dicembre, quando 40 città d’Italia saranno attraversate dalle manifestazioni organizzate dall’Usb e da altri sindacati di base “contro l’economia di guerra, il carovita e la repressione dei giovani e dei lavoratori che protestano”. Una giornata ad alto rischio di disordini, con possibili infiltrazioni nei cortei che uniscono una galassia composta da studenti, lavoratori, pensionati, Pro Pal, autotrasportatori, pacifisti e antagonisti: per questo sono state rafforzate le misure di sicurezza e prevenzione, anche con attività di intelligence e monitoraggio di chat e social. “Mi voglio preoccupare del fatto che non è finita lì, dobbiamo mantenere alta l’attenzione anche nei prossimi fine settimana”, ha spiegato il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, riferendosi al rischio di nuove violenze dopo gli scontri nelle città e il saccheggio dei negozi a Milano. Poi, nell’evidenziare il fenomeno dei gruppi “spontanei”, ha gettato acqua sul fuoco: “Non ho motivo di ritenere che l’organizzazione sindacale di base possa avere delle tentazioni di utilizzare queste frange per fare qualcosa che non ha nulla a che vedere con le rivendicazioni”, riporta Attuale.

Parteciperanno alla mobilitazione anche i movimenti Pro Palestina che chiedono la liberazione di Youssef Siher, il creatore dei canali social del Movimento 17 ottobre: ieri si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al gip, che deve esprimersi sulla custodia cautelare in carcere chiesta dalla pm di Milano Francesca Crupi. Intanto anche Italia in Piazza (gruppo distinto dal Movimento 17 ottobre) prepara il ritorno nelle strade. Il movimento punta a presentarsi con più partecipanti (aumentati nelle ultime settimane) e striscioni. Nel frattempo si lavora ai cortei delle prossime settimane, questa volta con un servizio d’ordine per evitare infiltrazioni e violenze. Dal 30 a gestirlo sarà anche Rinascenza, associazione nata in Brianza. Il nome era finito nelle cronache nel 2025 per il progetto di gruppi di vigilanza “anti maranza” a Monza dotati, secondo i promotori, di giacca antitaglio e piccoli scudi. Ora il gruppo dovrebbe contribuire alla gestione interna delle manifestazioni, senza sostituirsi alla polizia.

“È una collaborazione per tenere l’ordine e la sicurezza dei partecipanti, coi mezzi che abbiamo”, spiega Louis, uno dei coordinatori di Italia in Piazza. Dal Viminale, intanto, precisano che “le singole Questure adottano i piani di gestione dell’ordine pubblico a livello territoriale”. Toccherà quindi alle autorità locali predisporre la sicurezza.

Intanto la Digos di Monza ha individuato in un telefono una chat con messaggi ritenuti violenti e indicazioni contro gli agenti (“siamo tutti insieme contro la polizia” o “prendiamone uno lo picchiamo e gli leviamo l’arma di dosso”). Da lì sono partite oltre 150 perquisizioni tra Milano, Monza e altre venti città, anche nei confronti di minorenni.

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