La presidenza che rompe il cordone: un esponente di AfD guida il Landtag della Sassonia-Anhalt

08.10.2026 14:32
La presidenza che rompe il cordone: un esponente di AfD guida il Landtag della Sassonia-Anhalt
La presidenza che rompe il cordone: un esponente di AfD guida il Landtag della Sassonia-Anhalt

Per la prima volta dal 1945, un esponente di una formazione classificata come di estrema destra dall’intelligence interna tedesca presiede un parlamento regionale. Il 6 ottobre 2026, a Magdeburgo, il 35enne Tobias Rausch, membro di Alternative für Deutschland (AfD), è stato eletto presidente del Landtag della Sassonia-Anhalt.

La sua elezione non consegna ad AfD la maggioranza del parlamento né il controllo automatico delle decisioni legislative. Ma trasforma una votazione regionale in un passaggio di rilievo nazionale: un partito che il Bundesamt für Verfassungsschutz, l’Ufficio federale per la protezione della Costituzione, colloca nell’area dell’estremismo di destra ottiene la guida formale di un’assemblea statale.

Un parlamento diviso in due blocchi

Il risultato nasce da un equilibrio elettorale senza vincitori assoluti. Alle elezioni regionali del 6 settembre, AfD ha conquistato 39 degli 83 seggi del Landtag. Per raggiungere la maggioranza ne servivano 42. Anche il raggruppamento formato da Unione Cristiano-Democratica, Partito Socialdemocratico, Die Linke e Verdi dispone complessivamente di 39 deputati.

I cinque rappresentanti dell’Alleanza Sahra Wagenknecht, BSW, occupano quindi una posizione decisiva in un’assemblea priva di una maggioranza stabile. La distribuzione dei seggi rende ogni votazione potenzialmente incerta e attribuisce alle formazioni più piccole un peso superiore alla loro consistenza numerica.

Rausch ha ottenuto tutti i 39 voti dei deputati di AfD e i cinque del BSW. A questi si sono aggiunti altri quattro consensi, rimasti anonimi perché il voto era segreto. Non è dunque possibile stabilire da quali gruppi parlamentari provenissero gli ultimi voti.

Il dato dimostra che l’esponente di AfD non è stato eletto soltanto grazie alla propria forza numerica. Non dimostra però l’esistenza di un’alleanza formale tra AfD e BSW, né consente di attribuire con certezza agli altri partiti una scelta di cooperazione. I voti aggiuntivi possono riflettere valutazioni tattiche, il rifiuto dei candidati alternativi o una più ampia disponibilità a superare il tradizionale isolamento parlamentare di AfD. Il loro significato politico resta da chiarire.

Una carica con potere procedurale e forte visibilità

Il presidente del Landtag dirige le sedute, rappresenta l’assemblea verso l’esterno e svolge funzioni rilevanti nell’organizzazione interna dei lavori. Non decide da solo l’indirizzo politico del governo regionale e non può trasformare la propria elezione in una maggioranza legislativa.

Le altre forze conservano infatti la possibilità di respingere proposte e provvedimenti nelle votazioni sui singoli atti. L’elezione di Rausch non significa che AfD possa governare la Sassonia-Anhalt senza accordi, né che il suo programma sia diventato automaticamente l’agenda del Land.

La presidenza ha tuttavia un valore istituzionale che va oltre i poteri formali. Il titolare guida lo svolgimento del dibattito, occupa il posto più visibile dell’assemblea e diventa il volto pubblico del parlamento regionale. Per AfD, ciò offre una piattaforma permanente all’interno di un organo dello Stato e la possibilità di presentare il risultato come il riconoscimento di una nuova legittimità politica.

È proprio questa combinazione a rendere la vicenda delicata: l’influenza immediata del presidente è circoscritta, mentre il significato simbolico della carica è ampio. Una formazione finora tenuta ai margini delle posizioni istituzionali più esposte si trova ora a dirigere i lavori di un parlamento tedesco.

Il precedente per la politica tedesca

La svolta non riguarda soltanto la Sassonia-Anhalt. Dalla fine della Seconda guerra mondiale, nessun rappresentante di un partito considerato dal BfV parte dello spettro dell’estrema destra aveva guidato un Landtag. La novità mette alla prova il confine politico che per anni ha separato AfD dagli altri partiti nelle istituzioni.

Il voto segreto ha reso possibile un risultato che, alla luce dei numeri ufficiali, non era scontato. Ha anche impedito di ricostruire integralmente la mappa delle responsabilità politiche. I cinque voti del BSW sono noti; gli altri quattro restano senza attribuzione. Per ora, dunque, il passaggio decisivo è l’accesso di Rausch alla presidenza, non la nascita di un nuovo blocco parlamentare.

La distinzione è importante. Una cooperazione occasionale su una carica non equivale a una coalizione e non prova che i partiti tradizionali intendano collaborare stabilmente con AfD. Allo stesso tempo, il risultato mostra che la separazione può diventare meno rigida quando un parlamento frammentato deve eleggere i propri vertici.

In Sassonia-Anhalt si apre così una fase di difficile gestione. AfD è la formazione più numerosa, ma non può approvare da sola le leggi. Gli altri partiti dispongono complessivamente di una forza sufficiente per bloccarne le iniziative, ma devono organizzare di volta in volta maggioranze efficaci. Nel frattempo, il presidente del Landtag appartenente ad AfD condurrà le sedute e rappresenterà l’assemblea.

Gli osservatori politici si aspettano un periodo turbolento per la regione. La questione non è soltanto chi riuscirà a raccogliere i voti necessari sui singoli provvedimenti, ma anche quale tono assumeranno i lavori parlamentari e quanto spesso la presidenza verrà utilizzata come vetrina politica.

Un segnale, non ancora una presa del potere

Per la Germania nel suo complesso, il rischio indicato dal voto non consiste in un’immediata trasformazione della politica nazionale. Un presidente di Landtag non può da solo modificare gli equilibri del governo federale. La possibile conseguenza è più graduale: la ripetizione di incarichi istituzionali affidati ad esponenti di AfD potrebbe rendere ordinaria una presenza finora considerata incompatibile con le principali cariche parlamentari.

Ogni episodio di questo tipo può indebolire il cosiddetto cordone politico attorno alla formazione, anche senza un accordo ufficiale. Se il ricorso ai suoi voti o la sua partecipazione alle procedure parlamentari diventassero una pratica normale, la distanza tra AfD e gli altri partiti perderebbe parte della sua funzione politica.

Il passaggio decisivo sarà ora concreto: come voteranno gli altri deputati sulle prossime questioni controverse e quanto durerà la disponibilità a sostenere, direttamente o indirettamente, iniziative che coinvolgano AfD? La presidenza di Tobias Rausch è già un precedente storico. Le successive votazioni diranno se resterà un episodio isolato della Sassonia-Anhalt o il primo segnale di un cambiamento più ampio nella politica tedesca.

Leggi il servizio originale di Deutsche Welle.

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