Putin offre una tregua solo in cambio del ritiro ucraino
DAL NOSTRO INVIATO
KIEV – “Voi vi ritirate e noi la smettiamo”. Dal suo discorso in Kirghizistan, Vladimir Putin annuncia una “apertura” alla pace, ma chiarisce che un cessate il fuoco è condizionato alla ritrazione delle truppe ucraine dai territori occupati. “Se le truppe ucraine lasciano i territori che occupano – promette il presidente russo, senza specificare se si riferisca solo al Donbass o anche a Kherson e Zaporizhzhia – allora smetteremo di combattere. Se non lo fanno, raggiungeremo i nostri obiettivi militarmente”, riporta Attuale.
Putin, in visita a Bishkek, ha sottolineato che la bozza degli Stati Uniti “può diventare la base per accordi futuri”, ma non immediati. Sottolinea che non ha senso firmare un accordo con un governo “illegittimo” come quello di Zelensky e che è necessario un riconoscimento internazionale dei territori ripresi da Mosca. A Kiev, non si aspettavano nulla di diverso, con il governo che calcola che anche con una tregua avrebbero bisogno di 105 miliardi di euro all’anno per prevenire una terza invasione. Attualmente, è urgente ricevere meno munizioni e più droni dall’Occidente per fronteggiare l’inverno della guerra.
Settimana scorsa, Putin ha dichiarato che le forze armate russe stanno accelerando la loro avanzata e ha menzionato una presunta perdita di 47.000 uomini da parte ucraina solo nel mese di ottobre. Questo mina ulteriormente le possibilità di un dialogo pace. Le dichiarazioni del leader russo seguono un incontro avvenuto a Ginevra, dove i piani proposti sono stati riorganizzati senza sostanziali modifiche, riflettendo una strategia di evasione piuttosto che di compromesso. Zelensky, approfittando del Giorno del Ringraziamento, ha ringraziato il presidente americano, lamentando però di dover affrontare un ruolo sacrificabile in questa disputa diplomatica.
Nel contesto internazionale, la preoccupazione principale di Putin sembra non essere Washington, mostrata anche dalla sua indifferenza per il possibile rientro nel G8, affermando: “Non abbiamo chiesto noi di partecipare”. Mentre il capo del Cremlino parlava, il Parlamento europeo votava una risoluzione sulla pace, richiedendo che né l’UE né l’Ucraina fossero escluse dai negoziati: la Lega si è astenuta, mentre dividono le opinioni all’interno del Movimento 5 Stelle. Di fronte a un piano strategico della Germania per affrontare future conflittualità, Putin ha ridicolizzato le paure europee, sottolineando che il suo governo è pronto a dichiarare di non avere piani aggressivi.