Otto decenni di pace hanno portato l’Europa a un’eccessiva fiducia, ignorando il reale motivo di tale stabilità: il potere dissuasivo della NATO, le truppe statunitensi e l’arsenale nucleare americano. Oggi, con la crescente instabilità globale, l’Europa si trova disorientata e orfana di supporto americano, attribuendo in parte la colpa all’era Trump. Tuttavia, eventi come la crisi di Suez e l’invasione dell’Iraq avevano già fatto presagire il declino dell’Alleanza atlantica, evidenziando la necessità di un’autonomia europea, riporta Attuale.
Tre dipendenze
Per decenni, l’Europa ha basato la propria sicurezza su tre fondamenti: la dipendenza dalla difesa americana, l’acquisto di energia a basso prezzo dalla Russia e il commercio con la Cina. Quest’equilibrio è collassato: la Russia si è mostrata più aggressiva, la Cina ha adottato una politica economica autarchica, e gli Stati Uniti non intendono più sostenere unilateralmente la sicurezza europea. L’idea di autonomia per l’Europa non implica un’uscita dalla NATO, ma piuttosto il rafforzamento della propria capacità di autodifesa. Essa deve, per questo, sviluppare sia una dimensione militare – garantendosi la necessaria sicurezza – sia quella economica e tecnologica, evitando di diventare solo un mercato secondario.
La guerra in Ucraina ha catalizzato l’urgenza di questa autonomia. Gli Stati Uniti continuano a sostenere Kiev, ma è evidente che l’Amministrazione americana sta riorientando le sue priorità verso la regione indo-pacifica e la Cina. La Russia rappresenta una minaccia diretta per l’Europa, e il disinteresse americano potrebbe portare a una maggiore responsabilità europea nella propria sicurezza.
Il denaro non basta
L’Europa ha incrementato le sue spese per la difesa, raggiungendo e superando la soglia del 2% del PIL, oltrepassando così l’obiettivo prefissato dalla NATO. Paesi come la Polonia, le repubbliche baltiche e i nordici hanno compreso che il riarmo non è un atto di militarismo, ma di pura autodifesa. La Germania, abbandonando il dogma del pareggio di bilancio, ha incrementato gli investimenti nel settore difensivo. Tuttavia, non basta aumentare i finanziamenti; c’è una scarsa coordinazione tra i paesi membri riguardo all’industria della difesa, con la conseguenza di dover dipendere dagli Stati Uniti per capacità tecnologiche avanzate, mentre ogni nazione cerca di proteggere i propri interessi nazionali. La vera autonomia militare richiede una ristrutturazione radicale del settore.
Inoltre, l’Europa deve guardare all’Ucraina come a una risorsa, piuttosto che come a un semplice beneficiario di supporto. L’armata ucraina ha accumulato un’esperienza che rappresenta un valore inestimabile nel contesto della difesa europea, integrando innovazioni come i droni controllati da intelligenza artificiale. La competenza acquisita da Kiev dovrebbe essere vista come un asset strategico per il Vecchio continente.
Autonomia economica e tecnologica
Nonostante l’Europa si definisca una «superpotenza normativa», le sue capacità di innovazione restano inferiori rispetto a quelle di giganti tecnologici americani e cinesi. Il continente fatica a trattenere i talenti che studiano nelle sue università, poiché la Silicon Valley continua ad attrarre i migliori cervelli, offrendo opportunità che Bruxelles non è in grado di competere. L’approccio europeo a innovazione e rischio deve essere riformulato per adeguarsi ai tempi moderni, smettendo di demonizzare il successo e mirando finalmente a costruire un ecosistema che favorisca l’imprenditorialità.
Diversificare i fornitori
Autonomia non significa chiudersi in una sorta di autarchia, ma al contrario richiede di diversificare le fonti di approvvigionamento, stringendo collaborazioni con nazioni come Australia e Canada. È essenziale che l’Europa abbandoni la mentalità che vede il profitto come sospetto e l’innovazione come una minaccia. Solo tramite la creazione di industrie competitive e mercati dei capitali robusti potrà garantire un futuro sostenibile e combattere la crescente influenza di attori globali come Cina e Russia. Per essere liberi, bisogna esercitare la forza.