La Russia utilizza l’AI come arma psicologica contro l’Ucraina, rivelano deepfake inquietanti

25.04.2026 07:35
La Russia utilizza l'AI come arma psicologica contro l'Ucraina, rivelano deepfake inquietanti

I Deepfake Russi: Un’arma nella Guerra Cognitiva Ucraina

Un nuovo studio della società Sensity AI rivela che i video deepfake prodotti dalla Russia hanno come obiettivo principale quello di abbattere il morale dei cittadini ucraini, sia civili che militari. Questi contenuti generano una “nebbia digitale” che confonde e incerta le percezioni, come evidenziato da Francesco Cavalli, fondatore di Sensity AI, che ha condotto la ricerca intitolata «Il ruolo dei deepfake nella guerra cognitiva. Un caso di studio dal fronte ucraino», riporta Attuale.

Cavalli ha analizzato oltre mille video di origine russa sui social media, scoprendo una narrative kill chain, ovvero una sequenza narrativa ricorrente che mira a erodere il morale, la fiducia e la capacità di giudizio degli ucraini. Tali video presentano scenari in cui un cittadino ucraino o un soldato esprime paura, stanchezza o disperazione, spesso accompagnati da affermazioni che trasferiscono la colpa, come «Il governo ci ha lasciati soli» o «i comandanti sono incapaci». Questo crea l’illusione che la resa sia una scelta razionale e che i sacrifici siano stati vani.

I contesti e i personaggi dei video sono costruiti con cura, evidenziando volti segnati dalla paura e frustrazione. Ad esempio, un soldato, con l’elmetto in testa e visibilmente stressato, si lamenta della situazione al fronte. Altri video ritraggono militari che affermano di essere «circondati» o «abbandonati», mentre una donna anziana rappresenta la stanchezza dei civili criticando i governanti ucraini per la corruzione. Completa il quadro un ufficiale russo che afferma a dei prigionieri ucraini: «Avete fatto la cosa giusta».

Lo studio di Cavalli sottolinea la continuità con le pratiche di propaganda sovietica, dove l’obiettivo principale era confondere piuttosto che convincere. La tecnologia attuale consente a chiunque di creare video falsi in pochi secondi, mentre la capacità di verificarli resta indietro, creando un panorama informativo altamente vulnerabile e caotico.

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