Il Parlamento turco approva legge per la riabilitazione dei combattenti del PKK
Il Parlamento della Turchia ha approvato lunedì una legge che offre forme di riabilitazione e protezione legale per migliaia di combattenti del PKK, considerato un gruppo terroristico da Ankara, Washington e Bruxelles. Questo provvedimento rappresenta un’importante iniziativa verso un processo di pacificazione con il PKK, iniziato l’anno scorso quando Abdullah Öcalan, leader storico del gruppo in carcere, ha esortato i suoi sostenitori ad abbandonare la lotta armata e avviare un dialogo. Pochi mesi dopo, la leadership operativa del PKK ha risposto all’appello annunciando un processo di disarmo, sebbene questo avvenga con lentezza e scetticismo, riporta Attuale.
La nuova legge, approvata con un’ampia maggioranza di 468 voti favorevoli contro 88 contrari, è stata sostenuta dal partito di governo AKP del presidente Recep Tayyip Erdoğan e dal principale partito curdo del paese, il DEM. Sebbene non sia formalmente un’amnistia, essa ha effetti simili, selezionando però i reati e prevedendo alcune clausole di cautela.
Tuttavia, la legge non entrerà in vigore immediatamente; il Consiglio di sicurezza nazionale turco dovrà prima accertare che il PKK si sia disarmato. Una volta effettuata questa valutazione, le condanne di diversi militanti curdi verranno sospese, e si stima che circa 3.500 persone possano essere liberate dalle carceri turche.
In aggiunta, le indagini in corso contro i militanti curdi saranno congelate per un periodo che varia da cinque a dieci anni, a seconda della gravità dei reati. Se in questo lasso di tempo non verranno commessi nuovi reati, i casi saranno archiviati. Questo potrebbe consentire a numerosi miliziani del PKK, attualmente in clandestinità o in esilio, di rientrare in Turchia e di riprendere una vita pubblica.
Tuttavia, tali concessioni non si applicano ai membri del PKK coinvolti in omicidi internazionali o a quelli condannati all’ergastolo prima del 2005, escludendo così Öcalan e altri leader di spicco. Il vicepresidente turco Cevdet Yılmaz ha definito l’approvazione della legge un «passo storico». Tuttavia, articoli pubblicati da ANF, un’agenzia di stampa affiliata al PKK, hanno manifestato preoccupazioni riguardo a molte mancanze e problemi, chiedendo garanzie che i militanti curdi in fase di reintegrazione non affrontino discriminazioni o limitazioni sui propri diritti.