Napoli, 20 giugno 2026 – La valigia della maternità accompagna le donne in ospedale con tutto ciò che è necessario per il parto e per il neonato, dai pannolini alle tutine ai prodotti per l’igiene. L’associazione Pianoterra di Napoli, oggi attiva anche a Castel Volturno e a Roma, ha preso spunto dalla baby box della Finlandia, “che ha una storia lunghissima, introdotta negli anni Trenta per contrastare la mortalità infantile”, spiega Giusy Muzzopappa, responsabile comunicazione dell’associazione fondata nel 2008. Nel corso dell’anno passato, l’associazione ha supportato “654 donne”, di cui 114 fin dalla gravidanza. Tra queste, l’80% sono straniere, una percentuale che arriva praticamente al 100% a Castel Volturno, riporta Attuale.
Che cos’è la valigia della maternità
L’obiettivo di Pianoterra è “intervenire per tempo sui problemi che possono influenzare i bambini nei primi anni di vita”. La valigia rappresenta un supporto materiale, “poiché le famiglie a cui ci rivolgiamo vivono in condizioni di difficoltà non solo economica, ma anche sociale. Inoltre, donare la valigia alle donne significa seguirle per tutta la gravidanza, fino a quando il bambino torna a casa e può essere preso in carico dalle reti dei servizi territoriali”.
Che cosa c’è nella valigia dei mille giorni
La valigia contiene gli articoli necessari per la donna durante il ricovero in ospedale; il contenuto può variare in base ai punti nascita. L’intenzione è che la madre non debba acquistare nulla di ciò che le è necessario. Infatti, la valigia viene personalizzata in base alla situazione di ogni singola famiglia ed è anche un simbolo del percorso Mille giorni che prosegue con articoli per la prima infanzia secondo il metodo di lavoro dell’associazione. “Per noi, il sostegno materiale è sempre un punto di partenza”, aggiunge Muzzopappa.
La solitudine delle donne
Un tema centrale è la solitudine delle donne che si preparano a diventare madri. “Specialmente se di origine straniera, esse sperimentano un enorme livello di isolamento, marginalità e invisibilità”, evidenzia l’operatrice dell’associazione.
La ricerca dei fondi
“Siamo un’associazione piccola e non possiamo rispondere a tutti i bisogni materiali delle famiglie fragili”, ammette la responsabile comunicazione. “Per questo colleghiamo con i servizi sociali e altre realtà territoriali che possono dare supporto. Ci sosteniamo sostanzialmente attraverso donatori privati, fondazioni, enti filantropici e anche tramite alcuni finanziamenti pubblici, in particolare con il Comune di Napoli”.
Il primo problema della maternità
Ma quali sono, oggi, le sfide per una donna che si avvicina alla maternità? “Noi ci mettiamo molto in ascolto di chi si rivolge a noi”, chiarisce Muzzopappa. “Questa analisi ci permette di accompagnare le donne ai servizi che possono realizzare i loro desideri. Uno dei problemi principali, che riguarda tanto le italiane quanto le straniere, è l’aumento della solitudine, specialmente in contesti urbani complessi come Napoli o Roma. Si riscontra anche la difficoltà a raggiungere i consultori, i quali dovrebbero essere accessibili e fornire tutti i servizi necessari per le madri, dal ginecologo all’ostetrica fino alla psicologa”.
Cosa serve alle mamme
“È fondamentale che tutti i soggetti coinvolti nel contrastare l’inverno demografico, dai servizi pubblici agli enti del terzo settore e alle scuole, si parlino e collaborino, per rendere l’Italia un Paese accogliente per i bambini e l’aspirazione a mettere al mondo un figlio. Abbiamo vissuto decenni di riduzione degli investimenti nel welfare pubblico. Tuttavia, c’è un terzo settore vitale, desideroso di operare con i servizi territoriali. Dove questa rete si instaura, l’impatto è notevole; dove invece è debole, le famiglie rimangono isolate e i servizi sono duplicati”, conclude Muzzopappa.