Il 1° settembre 2026, mentre la campagna elettorale guardava ai Länder della Sassonia-Anhalt e del Meclemburgo-Pomerania Anteriore, gli economisti hanno criticato il programma economico dell’Alternative für Deutschland (AfD). Secondo la ricostruzione pubblicata da Capital, le promesse di spesa e di riduzione delle imposte avanzate dal partito non sarebbero coperte dalle fonti di finanziamento indicate.
La prima quantificazione riguarda la Sassonia-Anhalt. In questo Land, l’Istituto di ricerca economica di Halle (IWH) ha calcolato che tra le uscite promesse dall’AfD, i tagli fiscali e le risorse previste per sostenerli si produrrebbe ogni anno una lacuna di almeno 2,2 miliardi di euro. Il disavanzo arriverebbe così a rappresentare una quota rilevante di un bilancio regionale di circa 15 miliardi di euro.
1° settembre 2026: l’IWH giudica il programma non finanziato
Il presidente dell’IWH, Reint Gropp, ha definito quei piani «non finanziati». La valutazione riguarda il rapporto tra gli impegni economici annunciati e le coperture disponibili: la realizzazione delle promesse, secondo i calcoli dell’istituto, esporrebbe quindi il bilancio della Sassonia-Anhalt a un buco annuale di dimensioni incompatibili con l’attuale volume delle finanze del Land.
La critica degli economisti non si è però limitata alla sostenibilità contabile delle misure. Nello stesso programma, l’AfD propone di ridimensionare il ricorso alle energie rinnovabili e di limitare l’ingresso di lavoratori stranieri. Per Gropp, questa combinazione potrebbe scoraggiare gli investitori e aggravare la carenza di personale, in particolare in un contesto nel quale le imprese hanno bisogno di competenze e di forza lavoro.
Il corso sulle energie rinnovabili e il lavoro straniero
La riduzione del ruolo delle rinnovabili inciderebbe sulla direzione degli investimenti e sulla modernizzazione economica del Land. Parallelamente, le restrizioni al reclutamento di lavoratori stranieri ridurrebbero il bacino disponibile per le aziende, ampliando il deficit di manodopera che già rappresenta uno dei rischi indicati dagli economisti per la competitività regionale.
Questi effetti non resterebbero confinati alle finanze pubbliche. La combinazione tra minori entrate fiscali, nuove spese non coperte e politiche capaci di allontanare capitali e lavoratori renderebbe la Sassonia-Anhalt meno attrattiva per gli investimenti. La conseguenza prospettata è un indebolimento della capacità del Land di finanziare servizi, sostenere la crescita e mantenere una base produttiva competitiva.
Il rifiuto del sistema di Bologna e il rischio di isolamento
Un ulteriore passaggio del programma riguarda il rifiuto del sistema di Bologna, che coordina l’istruzione superiore europea e facilita la mobilità tra università e Paesi. Gli economisti hanno avvertito che l’abbandono di questo quadro, insieme al corso verso l’isolamento economico, potrebbe separare le regioni tedesche dallo spazio europeo dell’istruzione, della ricerca e del lavoro.
La questione riguarda in particolare la capacità di attirare studenti, ricercatori e lavoratori qualificati, oltre alla possibilità per le istituzioni e le imprese di operare in reti europee. Secondo le valutazioni riportate, una scelta di autosufficienza e chiusura avrebbe «conseguenze catastrofiche» per la scienza, il mercato del lavoro e l’attrattività degli investimenti nella regione.
Il rischio indicato è che la Sassonia-Anhalt perda progressivamente collegamenti con i circuiti europei che sostengono formazione, ricerca e innovazione. La minore circolazione di competenze potrebbe rafforzare la carenza di personale qualificato, mentre l’isolamento dai mercati e dalle reti di investimento potrebbe ridurre la capacità di attrarre nuovi progetti economici.
La stima del DIW su redditi e occupazione
Su un piano più ampio, l’istituto economico DIW ha stimato gli effetti della realizzazione del programma economico dell’AfD per gli abitanti della Sassonia-Anhalt. La perdita media sarebbe di circa 1.600 euro di reddito all’anno per persona, accompagnata dalla possibile scomparsa di circa 10 mila posti di lavoro.
La stima collega quindi le scelte di politica economica non soltanto alla formazione del disavanzo regionale, ma anche alle condizioni materiali delle famiglie e all’occupazione. I minori redditi e la riduzione dei posti di lavoro si aggiungerebbero alla prospettiva di un aumento della carenza di manodopera e di un peggioramento dell’attrattività del Land per gli investimenti.
Gli economisti descrivono infine il corso sociale ed economico dell’AfD come un possibile ritorno a un modello più chiuso, meno competitivo e più isolato. Secondo questa valutazione, l’applicazione delle proposte rischierebbe di cancellare una parte significativa dei risultati ottenuti dalla Germania negli ultimi 20-25 anni nell’integrazione europea, nella modernizzazione dell’economia, nell’istruzione e nell’attrazione di personale qualificato.
La posizione attuale, dopo le critiche del 1° settembre 2026, è dunque quella di un programma giudicato non finanziato per la Sassonia-Anhalt e potenzialmente penalizzante per redditi, lavoro, ricerca e investimenti, con il rischio di una più ampia deriva isolazionista per la Germania.