L’Iran stabilisce condizioni per la riapertura dello Stretto di Hormuz dopo il passaggio di sole sette navi

30.08.2026 04:25
L'Iran stabilisce condizioni per la riapertura dello Stretto di Hormuz dopo il passaggio di sole sette navi

Iran ordina di mantenere coesione sociale mentre la tensione con gli Stati Uniti e Israele aumenta

DALLA NOSTRA INVIATA
GERUSALEMME – Mojtaba Khamenei, la nuova Guida Suprema iraniana, ha esortato a non compromettere la «coesione sociale» nel paese. In un messaggio diffuso dai media statali, ha chiesto alle autorità di evitare dichiarazioni «scoraggianti» che potrebbero compromettere la motivazione nazionale. Le priorità del governo includono la garanzia di beni essenziali, la riparazione delle infrastrutture danneggiate, la gestione dell’energia, il contenimento dell’inflazione e l’incremento degli investimenti e della produzione interna, riporta Attuale.

Nel contempo, Mohsen Rezaei, presidente del Consiglio supremo per la Sicurezza nazionale, ha annunciato un insieme di «condizioni» per la riapertura dello Stretto di Hormuz, richiedendo che gli Stati Uniti interrompano le loro operazioni militari nella regione. Ha affermato che Israele deve ritirarsi dai territori occupati e fermare gli attacchi su Gaza e Libano, sottolineando questi punti come una «linea rossa» per l’Iran. Rezaei ha collegato la riapertura dello Stretto a misure concrete, affermando che Washington deve rispettare gli accordi.

Attualmente, il traffico marittimo attraverso Hormuz è drasticamente diminuito, con soltanto sette navi mercantili transitate giovedì, rispetto alle diciassette del giorno precedente. La Casa Bianca ha confermato che il blocco navale contro l’Iran è «pienamente in vigore», e che non sono in programma negoziati con Teheran. La portavoce Karoline Leavitt ha annunciato che Donald Trump mantiene «tutte le opzioni sul tavolo», continuando a esercitare pressione finché l’Iran non accetterà un dialogo «significativo».

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha tuttavia lasciato aperta una possibilità di dialogo, esprimendo che riprendere le negoziazioni «non è impossibile», ma che gli Stati Uniti devono riconoscere che «la pressione non funziona», costruire fiducia e rispettare i diritti iraniani. Ha anche ricordato la tragica strage nella scuola di Minab, promettendo che «non dimenticheremo». Nel frattempo, il presidente russo Vladimir Putin dovrebbe incontrare l’omologo iraniano Masoud Pezeshkian il primo settembre a Bishkek, al termine di un vertice dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai.

Le condizioni delineate da Rezaei per una possibile tregua includono considerazioni relative al Libano, mentre gli attacchi israeliani proseguono. È stato segnalato un pesante bombardamento su al-Mansouri, nel sud del Libano. In Cisgiordania, l’esercito israeliano ha condotto un raid aereo sul campo profughi di Jenin, uccidendo tre palestinesi, tra cui un comandante di Hamas, Qais Bitawi. Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha dichiarato che il campo è stato evacuato dai residenti e occupato dell’esercito, che resterà presente nell’area. Nonostante il cessate il fuoco, i raid aerei su Gaza sono continuati, con almeno cinque palestinesi uccisi in diverse zone della Striscia, tra cui tre membri della stessa famiglia a nord di Khan Younis.

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