L’Italia utilizzerà parte dei fondi europei SAFE per il riarmo militare

26.08.2026 09:25
L'Italia utilizzerà parte dei fondi europei SAFE per il riarmo militare

Italia decide di attivare i fondi del SAFE per il settore della difesa

L’Italia ha finalmente deciso di utilizzare i fondi del SAFE (Security Action for Europe), il programma dell’Unione Europea che offre fino a 150 miliardi di euro in prestiti agevolati per finanziare investimenti comuni nel settore della difesa. Questa decisione è stata presa dopo settimane di stallo tra i partiti di governo, che hanno discusso sull’opportunità di accedere ai prestiti, mentre l’Unione Europea sollecitava una decisione, riporta Attuale.

Per accedere ai fondi del SAFE, uno stato membro dell’Unione deve presentare una richiesta alla Commissione Europea, indicando l’importo minimo e massimo desiderato. Solo successivamente verrà firmato un accordo tra lo stato e la Commissione riguardo alla cifra esatta, che potrebbe risultare inferiore a quella inizialmente richiesta. Nel settembre 2025, all’Italia erano stati assegnati 14,9 miliardi di euro, ma è probabile che l’importo finale sarà compreso tra 7 e 10 miliardi di euro. Per il momento, la somma esatta non è nota poiché il contratto non è ancora stato firmato, ma il governo ha comunque comunicato alla Commissione l’intenzione di richiedere i fondi.

A luglio, il ministro degli Esteri Antonio Tajani aveva indicato che il governo intendeva utilizzare l’intero ammontare del SAFE «richiedendo un intervento di 14,9 miliardi», e aveva promesso di presentare una proposta entro la fine dell’anno. Questa dichiarazione, non concordata con gli altri membri della maggioranza, ha generato imbarazzo, poiché non tutti i partiti al governo concordano sull’accesso ai prestiti europei e sull’uso degli stessi. Tajani è stato costretto a ritirare le sue affermazioni.

La Lega, il partito con le maggiori riserve riguardo alle spese militari e all’assistenza alla resistenza ucraina contro la Russia, si è dimostrata scettica. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, vicesegretario della Lega, aveva proposto di utilizzare i prestiti per finanziare spese militari già pianificate, mentre il ministro della Difesa Guido Crosetto aveva chiesto che l’intero ammontare di 14,9 miliardi di euro fosse destinato a nuove spese militari.

Il dibattito sul SAFE ha visto anche il coinvolgimento di Futuro Nazionale, il nuovo partito fondato dal generale Roberto Vannacci dopo la sua uscita dalla Lega. Il deputato Edoardo Ziello ha alzato un cappio nell’aula della Camera, accusando Giorgetti di svendere l’economia italiana e di metterle un «cappio al collo», mentre alcuni parlamentari di Futuro Nazionale si sono alzati con un cartello contro il SAFE.

Data la discussione interna tra i partiti, i tempi di attivazione del SAFE per l’Italia si sono allungati, suscitando disappunto nella Commissione Europea, che auspicava una decisione più rapida. Sulla base delle richieste di finanziamento da parte dei vari stati, la Commissione può redistribuire le risorse disponibili agli stati interessati, inclusa l’Ucraina.

I prestiti dal fondo SAFE sono finanziati attraverso debito comune europeo e risultano vantaggiosi per un paese con un debito pubblico elevato come l’Italia, grazie a tassi di interesse molto bassi, inferiori a quelli pagati sui titoli di stato italiani, e scadenze lunghe che possono arrivare fino a 45 anni. Oltre ai fondi, il governo ha accesso a una maggiore flessibilità nei conti pubblici riguardo alle spese militari, per un totale di 1,5 punti di PIL in tre anni.

La richiesta per accedere al SAFE è stata presentata da 19 stati membri. Solo due paesi non hanno ancora inviato la documentazione necessaria per accedere ai fondi: l’Italia e l’Ungheria, quest’ultima con una richiesta di 16 miliardi di euro.

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