La segretaria di Noi Moderati ha dichiarato che il governo italiano è fermamente schierato a favore dell’Ucraina. «Se Vannacci fosse coerente, dovrebbe dimettersi. Infatti, lui è il vicesegretario di un partito che sostiene un governo che ha sempre fatto del supporto a Kiev un obiettivo centrale della sua politica estera», ha affermato al Corriere della Sera la segretaria Mara Carfagna, commentando le affermazioni del generale, che ha espresso una preferenza per Putin rispetto a Zelensky. «Vannacci si dedica a fare propaganda a favore di Putin, ma ciò che pensa è in totale contrasto con le azioni del governo che lui stesso sostiene. Si tratta di una questione di coerenza. La direzione della politica estera del governo non è definita certo da Vannacci; il governo Meloni ha basato la sua politica estera sul sostegno all’Ucraina, e io sono pienamente d’accordo con questa posizione», riporta Attuale.
Il governo e l’Occidente
Inoltre, «la condivisione da parte del governo italiano di questo orientamento di supporto a Kiev con il resto del mondo occidentale è di fondamentale importanza. La posizione di Vannacci, che fortunatamente è solo una sua opinione personale, isolerebbe l’Italia dal contesto europeo e internazionale. In sintesi, Vannacci è politicamente irrilevante». Riguardo all’annullamento del concerto di Gergiev, la Carfagna aveva espresso in precedenza la propria posizione, chiedendo anche trasparenza a De Luca. «La questione più scandalosa è l’uso dei fondi di coesione. Vorrei sapere quale fosse il budget previsto per il compenso e l’organizzazione del concerto di un direttore d’orchestra filo-putiniano che sostiene la propaganda del Cremlino. È corretto utilizzare i fondi di coesione, destinati per legge a ridurre le disuguaglianze territoriali, per offrire un palco a un artista amico di Putin? Quale riduzione dei divari infrastrutturali, economici e sociali questo concerto avrebbe potuto generare? Queste sono le domande a cui De Luca dovrebbe fornire risposte», ha concluso Carfagna.