Marianna Madia lascia il Pd e si unisce a Italia Viva come indipendente

05.05.2026 05:55
Marianna Madia lascia il Pd e si unisce a Italia Viva come indipendente

Marianna Madia lascia il Pd e si unisce a Italia Viva: si intensificano le speculazioni sulle prossime elezioni

Marianna Madia ha ufficialmente lasciato il Partito Democratico (Pd) per unirsi, da indipendente, al gruppo di Italia Viva. Questo cambiamento ha già sollevato interrogativi su come si comporteranno altri membri dell’area riformista dem in vista delle prossime elezioni del 2027, in particolare il senatore Graziano Delrio, ex sindaco di Reggio Emilia, che finora ha dichiarato la sua intenzione di rimanere nel Pd. Anche gli europarlamentari Pina Picierno e Giorgio Gori sono stati descritti come “più che con un piede fuori” dal Nazareno, secondo voci tra i riformisti, riporta Attuale.

Dopo mesi di speculazioni, Madia ha comunicato ieri alla capogruppo della Camera, Chiara Braga, la sua decisione di lasciare il partito che l’ha vista crescere nel panorama politico. La sua transizione avviene senza iscrizione ufficiale al nuovo gruppo. Matteo Renzi ha congratulato Madia per la scelta, mentre i vertici del Pd hanno mantenuto un silenzio significativo, a parte le parole della riformista Picierno, che ha criticato la mancanza di una risposta da parte della leadership.

“Amici, provo da un’altra prospettiva a costruire un pezzo di centrosinistra – ha dichiarato Madia ai riformisti del Pd – Sempre uniti per lo stesso obiettivo: liberare l’Italia da questo pessimo governo. Vi abbraccio tutti”. La sua partenza segna la fine di un lungo percorso di oltre 18 anni nel partito.

Classe 1980, Madia è entrata in Parlamento come capolista nella circoscrizione Lazio, sostenuta dall’allora segretario Walter Veltroni. Si dice che questo sia avvenuto in memoria di una promessa fatta dall’ex sindaco di Roma al padre, scomparso prematuramente. Durante la sua carriera, Madia ha ricoperto vari ruoli, incluso quello di responsabile lavoro nella segreteria di Renzi e ministra della Pubblica amministrazione, posizione che ha mantenuto anche sotto Paolo Gentiloni. Con una formazione in Arel, l’agenzia di ricerche politica, Madia ha rappresentato l’anima riformista contro la segreteria di Elly Schlein, focalizzandosi su questioni lavorative e, più recentemente, sulle politiche sociali riguardanti i minori e l’accesso alle piattaforme web.

La partenza di Madia sembra aprire la strada a nuove alleanze e candidati, attirando l’attenzione su come i moderati si posizioneranno nel centrosinistra, che sembra superare il centrodestra nei sondaggi. La deputata spera sicuramente in un’azione decisa da parte di Delrio, visto come un possibile leader della componente cattolica all’interno del Pd. Con le elezioni che si avvicinano, sarà necessario definire rapidamente il quadro politico, pur restando incerta la possibilità da parte della maggioranza di modificare la legge elettorale, eliminando i collegi per favorire un sistema proporzionale con vincolo di coalizione.

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