In un intervento di oltre mezz’ora all’assemblea di Confindustria, la premier Giorgia Meloni ha promesso un’azione decisa contro la burocrazia sia in Italia che in Europa, affermando che è necessario «cambiare passo». La leader del governo ha enfatizzato l’importanza della collaborazione con il settore imprenditoriale, fondamentale in vista delle politiche 2027. Meloni ha condiviso con il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, la critica all’inefficienza burocratica e alla mancanza di investimenti per la crescita, appellandosi agli industriali a essere «coraggiosi» e promettendo di fare lo stesso, riporta Attuale.
L’attacco frontale all’Ue
Meloni ha ripreso la sua critica all’Unione Europea, attribuendo a essa la responsabilità delle fragilità strutturali dell’Italia. Ha descritto l’Europa come un gigante burocratico che compromette la competitività e la crescita. Secondo la premier, l’Europa si è dimostrata eccezionalmente efficace nel moltiplicare le regole ma inadeguata nel farsi sentire a livello globale. Ha inoltre sottolineato la necessità di una semplificazione e sburocratizzazione urgente, esprimendo la convinzione che le crisi mondiali abbiano reso evidente l’importanza di una maggiore autonomia, specialmente nel settore energetico.
Difesa e energia, le due priorità
Nel contesto del negoziato con l’Ue, Meloni ha chiarito che non si tratta di accumulare nuovo debito, ma di utilizzare al meglio le risorse già allocate. Riguardo alla spesa per la difesa, ha ribadito la sua posizione nonostante la popolarità controversa del tema in Italia. Ha avvertito che la sicurezza nazionale è cruciale e deve essere sostenuta, aggiungendo che «le spese per la difesa sono il prezzo della libertà». Ha insistito sull’urgenza di raggiungere un equilibrio tra due necessità: supportare le famiglie e le imprese nel superare la crisi attuale, per garantire la capacità di difesa del paese in futuro.
Le scelte e le riforme in Italia
In tema di riforme interne, Meloni ha proposto di avviare «un cantiere comune per la riforma comune della burocrazia in Italia». È consapevole che il suo governo ha iniziato a scardinare lo status quo, ma ha ammesso che molto resta da fare. In merito al ritorno al nucleare, ha confermato la volontà di accelerare la ripresa della produzione nucleare e di procedere con la legge delega nei prossimi mesi, sottolineando l’importanza di questa scelta per la competitività del paese.
Il messaggio agli industriali
A un anno dal voto, Meloni affronta sfide potenzialmente impopolari come quelle legate alla difesa e al nucleare, con l’aspettativa che l’Italia possa essere vista come una nazione «credibile e autorevole», in grado di competere a livello globale. Ha concluso esprimendo l’obiettivo di «tornare a salire verso le stelle», ispirandosi alla figura di Virgilio, un messaggio che sembra rivolto non solo ai presenti, ma anche a se stessa.