All’indomani dell’affondo contro l’Ue, la premier ha benedetto la kermesse di Milano sull’impatto del piano. Il ministro degli Affari europei, Tommaso Foti, guida un evento di due giorni che mette in luce le riforme e i risultati del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), finanziato con 194 miliardi di euro dall’Ue, in risposta alla crisi economica provocata dalla pandemia, riporta Attuale.
Ferrovie, asili nido, centri di ricerca, biblioteche e reti energetiche compongono l’elenco delle riforme realizzate nel corso di cinque anni di implementazione del Pnrr. Oggi, mentre il governo rivendica con orgoglio i risultati raggiunti, la Commissione Ue condivide questo spazio, riconoscendo l’impatto delle ingenti risorse investite per rilanciare l’economia europea, con l’Italia in prima linea. L’evento si svolge all’auditorium del Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano, dove un alto numero di ministri – otto in totale, inclusa la premier Giorgia Meloni, presente da remoto – discute le cifre e i progetti messi in atto dai vari ministeri.
Nonostante l’atmosfera festosa, le precedenti critiche di Meloni nei confronti dell’Ue, definita un «gigante burocratico» che tende a compromettere la competitività e la crescita, rimangono fresche. Solo 30 ore prima, durante l’assemblea nazionale di Confindustria, la premier aveva esposto il suo disappunto nei confronti dell’Unione, sottolineando che il percorso del Pnrr non è stato semplice ma che l’Italia ha saputo rispettare i tempi di attuazione. «Grazie all’impegno corale del Sistema Italia, siamo riusciti a mantenere il primato europeo nell’attuazione del piano», ha affermato con determinazione.
Le contraddizioni nel discorso di Meloni non passano inosservate, come sottolinea Nicola Zingaretti, capodelegazione del Pd al Parlamento europeo: «Giorgia Meloni attacca l’Europa martedì e mercoledì plaude al Pnrr, che ha salvato l’economia italiana», commenta critico, evidenziando la schizofrenia del suo approccio.
Rivolgendosi ai rappresentanti dell’Ue presenti, Anna Maria Bernini, ministra dell’Università e della Ricerca, ha spiegato la necessità di lavorare in sinergia con le istituzioni europee, considerando le regole come fondamentali per la buona gestione dei progetti. Con un chiaro messaggio di supporto all’Europa, Bernini ha affermato di aver saputo gestire l’«euroburocrazia» nell’attuazione del Pnrr.
Infine, il presidente del Museo della Scienza e della Tecnologia, Giampio Bracchi, con un tocco di ironia, ha suggerito che Pnrr potrebbe anche significare “Potremmo Non Restituirveli, Ricordatevelo“, sottolineando le tensioni tra Roma e Bruxelles che circondano l’argomento.