Messico «querido», e sempre tanto amaro
Il Messico continua ad affrontare gravi sfide legate alla criminalità e alla violenza, proprio quando il paese celebra il 216° anniversario del Grido d’indipendenza. Mentre la presidente Claudia Sheinbaum gode di alta popolarità, la mancanza di giustizia per i femminicidi e le tensioni interne tra i narcotrafficanti persistono. Le autorità devono ora affrontare la difficile questione della sicurezza, in un contesto di crescente insoddisfazione per le strategie contro il narcotraffico e la corruzione, riporta Attuale.
Durante le celebrazioni per il Giorno dell’Indipendenza, oltre 300.000 persone hanno partecipato a eventi a Città del Messico, con una parata aerea che ha coinvolto 99 aerei. La presidente Sheinbaum ha dedicato il suo discorso a figure storiche e a diverse comunità, ma deve affrontare critiche da parte di Donald Trump, che accusa il Messico di non fare abbastanza contro il narcotraffico.
Nello stato di Morelos, l’omicidio di Claudia Tacoronte Aguilera, una studentessa spagnola assassinata durante un periodo di studio all’estero, ha suscitato indignazione. La sua famiglia denuncia l’impunità degli aggressori e chiede che le università europee garantiscano maggiori misure di sicurezza per gli studenti nei paesi ad alto rischio di criminalità. Solo nel 2026, sono stati registrati 21 femminicidi nello stato, e il Governo messicano ha promesso di trovare i colpevoli, ma la situazione rimane critica, con narcos attivi e violenze quotidiane.
Un’analisi sull’organizzazione del cartello Jalisco Nueva Generazione evidenzia le fratture interne scatenate dalla morte del leader Nemesio Cervantes. Le bande si sono divise nel perseguire obiettivi locali mentre tentano di mantenere una facciata di autonomia. Nel frattempo, il governo messicano ha inviato 1.600 soldati a Mazatlan nel tentativo di ripristinare la sicurezza dopo ondate di violenza.
In ambito internazionale, l’argomento ‘oro argentino’, recentemente al centro di controversie politiche, suscita domande sul destino di ingenti quantità di riserve auree sotto il governo di Javier Milei. Con l’Argentina che riapre la questione della sovranità sulle Isole Falkland, permangono speculazioni sulle motivazioni dietro il segreto riguardo le riserve auree.
Infine, la situazione in Yemen, dove i bambini soffrono gravemente a causa del conflitto, richiama l’attenzione mondiale. Circa 12 milioni di bambini necessitano di assistenza umanitaria, mentre le ultime violenze mettono a rischio un sistema sanitario già vulnerabile. La crisi continua a deteriorare le condizioni di vita in un paese già colpito da numerosi fattori di rischio.