Muore il cardinale Camillo Ruini, figura illuminata della Chiesa italiana, a 95 anni

16.06.2026 22:35
Muore il cardinale Camillo Ruini, figura illuminata della Chiesa italiana, a 95 anni

È morto il cardinale Camillo Ruini. Si è spento all’età di 95 anni questa sera a Roma. L’alto prelato combatteva da tempo contro complicazioni legate alla funzionalità dei reni, nonostante una ripresa dopo un ricovero avvenuto nel settembre 2025 al policlinico Gemelli. Una ripresa che era già avvenuta a luglio 2024, quando l’ex presidente della Cei era stato ricoverato per un infarto, riporta Attuale.

Negli ultimi tempi, le sue condizioni sono peggiorate, diventando critiche. Il cardinale ha scelto di farsi curare a casa, assistito da medici e infermieri del Fas (servizio sanitario del Vaticano) che lo hanno supportato anche con ossigeno. Nonostante ciò, Ruini era diventato sempre più debilitato e le sue apparizioni pubbliche si erano ridotte drasticamente, con la sua partecipazione al funerale di Papa Francesco il 26 aprile 2025 in piazza San Pietro, dove è stato fotografato in carrozzina, e alla visita all’udienza di Papa Leone con i vescovi italiani il 17 giugno dello stesso anno.

L’8 dicembre 2024, il 70° anniversario di sacerdozio del cardinale Camillo Ruini

Il 8 dicembre 1954, anno mariano, il diacono Camillo Ruini – studente alla Pontificia Università Gregoriana – venne ordinato sacerdote nella cappella dell’Almo Collegio Capranica di Roma da monsignor Luigi Traglia, vicario della diocesi di Roma.

La prima messa a Sassuolo

A Sassuolo, sua città natale, il “novello sacerdote” celebrava la Prima Santa Messa la mattina del 12 dicembre nell’Insigne Collegiata di San Giorgio Martire. Un resoconto di Francesco Monti, pubblicato nel settimanale diocesano “La Libertà”, descrive la folla commossa di fedeli che partecipò alla Santa Messa celebrata dal ventitreenne don Ruini, “che appariva trepidante di intensa commozione”.

Monti evidenziava la “brillante intelligenza” del neopresbitero, uno degli studenti più quotati dell’Università, da cui sono emerse importanti personalità della Santa Chiesa. La “Schola Cantorum” del Seminario di Reggio Emilia eseguì le parti cantate della Messa. Mons. Zelindo Pellati, arciprete di Sassuolo, che ha accompagnato il percorso vocazionale di Ruini, pronunciò un elevato discorso esaltando la figura del nuovo Levita e parlando della missione sacerdotale come una chiamata divina, piena di onori e sacrifici.

Il discorso di don Camillo ai sassolesi

Nel pomeriggio della domenica 12 dicembre, durante la funzione dei Vespri, don Camillo rivolse un breve discorso ai fedeli accorsi in San Giorgio, esprimendo gratitudine a Dio per il “dono del sacerdozio” e ringraziando gli amici e i sassolesi per il loro affetto in quella “grande occasione”.

Il contributo di don Camillo Ruini alla diocesi di Reggio Emilia

Nato a Sassuolo, in provincia di Modena, il 19 febbraio 1931, da un valente medico e da Iolanda Rizzoli, Ruini ha completato gli studi alla Pontificia Università Gregoriana, ottenendo la licenza in filosofia e la laurea in teologia. Rientrato in diocesi nel 1957, divenne docente di filosofia nel Seminario Diocesano sotto il vescovo Beniamino Socche. Tra il 1958 e il 1966, si distinse come assistente dei Laureati cattolici e successivamente del Movimento ecclesiale di impegno culturale.

Nel 1966, Gilberto Baroni lo nominò delegato vescovile per l’Azione Cattolica, incarico che mantenne fino al 1970, sviluppando una significativa carriera accademica e di leadership. Nel 1968, divenne docente e preside dello Studio Teologico Interdiocesano, formando generazioni di sacerdoti e laici. Inoltre, ricoprì il ruolo di vicario episcopale per l’apostolato dei laici fino al 1986. Sotto la sua presidenza, il Centro Giovanni XXIII divenne un’importante istituzione culturale.

Il 1 novembre 1975, fu nominato presidente della Consulta diocesana per la pastorale scolastica, dove promosse iniziative innovative per favorire la partecipazione degli studenti nella gestione scolastica. Participò attivamente all’organizzazione del Sinodo diocesano sull’Evangelizzazione, contribuendo a eventi significativi per la comunità cristiana.

L’elezione a vescovo ausiliare da parte di monsignor Baroni

Il 16 maggio 1983, Giovanni Paolo II lo nominò vescovo titolare di Nepte e ausiliare della diocesi di Reggio Emilia-Guastalla, con pubblicazione della bolla pontificia il 24 maggio. Gilberto Baroni lo consacrò vescovo nella cattedrale di Reggio Emilia il 29 giugno 1983.

Dopo l’ordinazione, fu istituita la tradizione di festeggiarne l’onomastico il 14 luglio, creando l’evento “festa dei tre Camilli”. Nello stesso anno, Ruini divenne vicepresidente del Comitato preparatorio del Convegno Ecclesiale di Loreto e membro della Commissione episcopale della Cei per l’educazione cattolica e la cultura.

La presidenza della Cei e la nomina a cardinale

La sua carriera culminò con la nomina a presidente della Cei e l’incarico di vicario per la diocese di Roma, affiancando Giovanni Paolo II e Benedetto XVI: il 28 giugno 1986, il Papa lo nominò Segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana. Ruini svolse un ruolo di primo piano nel celebrare eventi significativi e funzioni ufficiali, consolidando la sua influenza nella Chiesa e nella società.

Negli anni, ha mantenuto relazioni di importanza politica tramite le sue prolusioni alle riunioni Cei e ha continuato a influenzare la formazione di numerosi giovani. Autore di importanti pubblicazioni, ha lasciato un’eredità duratura nel panorama ecclesiastico e culturale italiano.

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