Nuovi tanker greci entrano nel commercio di petrolio russo nonostante le sanzioni

23.01.2026 11:00
Nuovi tanker greci entrano nel commercio di petrolio russo nonostante le sanzioni
Nuovi tanker greci entrano nel commercio di petrolio russo nonostante le sanzioni

Il 22 gennaio 2026 sono emerse informazioni secondo cui due nuovi tanker greci sono entrati a far parte del cosiddetto “flotta ombra” russa, impegnata nel trasporto di petrolio e prodotti petroliferi. L’aumento repentino dei noli marittimi e la possibilità di margini elevati hanno spinto due compagnie armatoriali greche, Dynacom Tankers Management e Capital Ship Management, a mettere a disposizione nuove navi per il commercio di greggio russo.

Questa scelta è maturata in un contesto di crescente scarsità di navi disponibili, dopo che Stati Uniti e Unione europea hanno inserito centinaia di tanker in liste nere sanzionatorie. La riduzione dell’offerta ha fatto salire i prezzi dei trasporti, rendendo economicamente attraente l’ingresso nel segmento russo, come descritto nell’analisi su nuovi tanker che entrano nel commercio del petrolio russo dopo l’impennata dei noli.

Nonostante i rischi reputazionali e la possibilità di essere colpiti da misure restrittive, le due società hanno deciso di operare in questo spazio, segnalando una crescente tolleranza al rischio nel settore dei trasporti energetici.

La “scappatoia” della soglia di prezzo e l’adattamento del mercato

Gli operatori coinvolti sfruttano una lacuna del regime sanzionatorio legata al meccanismo del price cap. Poiché il prezzo del petrolio trasportato rimane formalmente al di sotto della soglia fissata, le operazioni possono essere presentate come conformi alle regole, anche se il beneficio economico finale continua a fluire verso Mosca.

Il calo dei prezzi del greggio russo, combinato con l’aumento dei costi di trasporto, ha creato una situazione in cui il rischio appare compensato da rendimenti elevati. Questo ha favorito l’adattamento del mercato alle restrizioni, con alcuni armatori disposti a colmare il vuoto lasciato dalle navi sanzionate.

Secondo osservatori del settore, tale dinamica riduce l’impatto delle misure restrittive e dimostra come il sistema di sanzioni venga costantemente messo alla prova da operatori pronti a sfruttarne le ambiguità.

Navi moderne e precedenti controversi della Grecia

Un elemento particolarmente rilevante è che, a differenza del passato, per il trasporto di petrolio russo vengono ora impiegate navi nuove e tecnologicamente avanzate. In precedenza, il commercio era dominato da tanker vecchi e prossimi al fine vita operativa, spesso considerati più sacrificabili in caso di incidenti o sanzioni.

La scelta di utilizzare unità moderne segnala un cambiamento di strategia e aumenta le preoccupazioni sulla sicurezza e sulla normalizzazione di queste pratiche. La Grecia era già stata criticata per la vendita alla Russia di vecchi tanker, successivamente utilizzati per aggirare le restrizioni sul petrolio.

Questi precedenti rafforzano le pressioni su Atene affinché assuma una posizione più rigorosa nel controllo delle attività dei propri armatori e nell’applicazione delle sanzioni.

Implicazioni politiche e credibilità del regime sanzionatorio

Il coinvolgimento di compagnie greche solleva interrogativi sulla coerenza tra il sostegno politico dichiarato alle sanzioni e il comportamento di alcuni attori economici. Durante il 2025, la Commissione europea aveva già sollecitato il governo greco a un approccio più deciso contro il flotta ombra e le pratiche elusive.

L’ingresso di nuovi tanker nel commercio di petrolio russo rischia di indebolire la credibilità del fronte occidentale e di offrire al Cremlino ulteriori canali per mantenere i ricavi energetici. Questo mette in discussione l’efficacia di lungo periodo dell’attuale strategia sanzionatoria.

In tale contesto, cresce la richiesta di un rafforzamento delle misure, inclusa una cooperazione più stretta tra UE, Stati Uniti e alleati per monitorare noli, catene logistiche e attività degli armatori.

Verso un rafforzamento delle misure di controllo

Diversi analisti sottolineano la necessità di estendere le sanzioni secondarie a proprietari di navi e società logistiche coinvolte nel trasporto di petrolio russo. Un controllo più severo su flotte, equipaggi e compagnie di gestione potrebbe ridurre l’attrattiva economica di questo segmento di mercato.

Tra le opzioni discusse figurano l’inserimento in liste nere non solo delle navi, ma anche delle società proprietarie e dei responsabili operativi, inclusi i comandanti. L’obiettivo è chiudere gli spazi di manovra che consentono di aggirare le restrizioni esistenti.

Senza un’applicazione più rigorosa e coordinata, episodi come l’ingresso di tanker greci nel flotta ombra, riportato anche dai media ucraini in merito a nuovi tanker greci che si uniscono per la prima volta al flotta ombra russa, rischiano di diventare un precedente che indebolisce l’intero impianto sanzionatorio.

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