Padre bengalese arrestato per violenze sulla famiglia a Rimini
Un uomo di 53 anni, di origine bengalese e gestore di un kebab a Rimini, è stato arrestato con l’accusa di violenze domestiche nei confronti della moglie e dei tre figli. La situazione è culminata con il tentativo di suicidio della figlia adolescente, che ha ingerito insetticida per fuggire da un ambiente familiare caratterizzato da botte e paura, riporta Attuale.
Le indagini, condotte dal sostituto procuratore Davide Ercolani, hanno messo in luce anni di presunti maltrattamenti che sarebbero iniziati in Bangladesh e proseguiti tra Bologna e Rimini. A soffrire di più sarebbero stati i tre figli: un teenager di 18 anni con disabilità, una ragazza di 15 anni e un bambino di 5. Il dramma è emerso soprattutto dai racconti della ragazza, che nel 2024 aveva riferito a una psicoterapeuta scolastica di essere picchiata dal padre. Dopo aver tentato il suicidio, è stata ricoverata in Neuropsichiatria infantile.
Secondo quanto raccontato dalla madre, il padre avrebbe colpito la giovane sbattendole ripetutamente la testa contro il muro per la sua assenza al parco, invece che a studiare. Quando la donna ha cercato di difenderla, è stata anche lei aggredita. Lo scorso giugno, un episodio ancora più grave: un colpo all’addome ha provocato alla ragazza perdite di sangue, rinviando nuovamente al pronto soccorso. Inizialmente, impaurita, la giovane non ha rivelato ai medici la causa delle sue ferite.
La svolta si è avuta all’inizio di luglio durante un incontro con servizi sociali, dove madre e figli hanno raccontato anni di violenze e hanno chiesto di non tornare più a casa, venendo trasferiti in una struttura protetta a indirizzo segreto. Ad agosto, la donna, assistita da una mediatrice culturale, ha sporto denuncia formale.
Inoltre, gli inquirenti stanno indagando su un presunto matrimonio combinato in Bangladesh. A quanto riportato, il padre avrebbe iniziato a fare pressioni sulla figlia tredicenne per costringerla a sposare un connazionale. La ragazza, tuttavia, desiderava rimanere in Italia per proseguire gli studi. L’uomo avrebbe tentato di imporle il velo e di farle lasciare la scuola, iniziando anche le pratiche per il trasferimento in Bangladesh, progetto bloccato grazie all’intervento dei servizi sociali e delle forze dell’ordine.