Tragedia a Riposto: Sospetti di Omicidio dopo la Morte di Noemi Impellizzeri
Riposto piange Noemi Impellizzeri, la trentaquattrenne trovata senza vita il 23 agosto scorso nella sua abitazione di via Circumvallazione. Ieri, la cittadina del Catanese ha dato l’ultimo saluto a Noemi, mentre alla Basilica di San Pietro una folla in lutto ha assistito al rito funebre, affollando l’area. I tre figli piccoli di Noemi, in lacrime con la nonna, hanno vissuto momenti strazianti. Molti a Riposto non credono alla pista del suicidio e sospettano un femminicidio. “Non sappiamo chi sia stato, non sappiamo nulla. Vogliamo solo che giustizia sia fatta”, ha dichiarato la madre della vittima, sostenuta dalla sorella Valentina e da un perito che ha affermato che Noemi non si sarebbe impiccata da sola, riporta Attuale.
Nel frattempo, Tony Proietto, quarantaseienne e frequentatore di Noemi, è stato iscritto nel registro degli indagati per omicidio. Proietto, sposato e padre di due figli, respinge le accuse: “Non eravamo fidanzati, solo amici. L’ho aiutata dopo la separazione dal suo ragazzo”. Ha ammesso di aver trovato il corpo nella notte tra sabato e domenica, ma ha deciso di fuggire senza allertare i soccorsi, “convinto che ormai non ci fosse più nulla da fare”. Solo all’alba, la madre di Noemi lo ha contattato avvisandolo che l’appartamento stava bruciando.
L’incendio, scoppiato nel ‘basso’ dove il corpo era appeso a un tubo, rappresenta un nodo cruciale per gli inquirenti. I rilievi hanno trovato tracce di solvente e indizi di un rogo doloso, forse appiccato mentre la donna si trovava già in agonia. Questo dettaglio riapre l’ipotesi di una messinscena, mentre l’autopsia non ha fornito indicazioni definitive. Nella versione di Proietto, vari aspetti rimangono oscuri: ore non spiegate, telefonate ignorate e una frequentazione quasi quotidiana che necessiterà di chiarimenti. “Erano circa le tre del mattino di domenica – ha raccontato in un’intervista a La Sicilia – e in casa non c’era traccia di incendio né odori sospetti, solo lei morta impiccata. Ho provato a contattare i familiari, sul lungomare ho persino incrociato suo fratello: gli ho urlato, ma non si è fermato”. Ha aggiunto: “Se avessi creduto che facesse sul serio, sarei corso lì. Quando mi ha detto ‘ho trovato la corda, sto guardando su Youtube come si fa il nodo, è inutile che tu venga’, ho pensato a uno scherzo”.
La comunità di Riposto, quindi, si interroga su questa tragica vicenda, mentre le indagini proseguono per chiarire le circostanze che hanno portato alla morte di Noemi e al consequente incendio, in un clima di crescente tensione e preoccupazione per la sicurezza delle donne.