Pakistan, debole mediazione tra Stati Uniti e Iran: il ruolo di Islamabad nella crisi del cessate il fuoco

08.04.2026 14:15
Pakistan, debole mediazione tra Stati Uniti e Iran: il ruolo di Islamabad nella crisi del cessate il fuoco

Fragilità della mediazione pakistana nel conflitto tra Washington e Teheran

BAGDAD – Una gaffe del premier pakistano Munir ha messo in luce le fragilità della mediazione pakistana per il cessate il fuoco tra Washington e Teheran. Questa mattina, Munir ha pubblicato un messaggio ufficiale che iniziava con la dicitura «Draft – Pakistan PM message», suggerendo una possibile influenza esterna sul contenuto del messaggio, suscitando interrogativi sulla solidità della dirigenza pakistana, riporta Attuale.

Il messaggio è stato rapidamente modificato, ma il sospetto di una dirigenza debole persiste, non agevolando la percezione della capacità pakistana di gestire una mediazione diplomatica in un contesto complesso e instabile. L’ennesima conferma viene dalla recente smentita di Israele sulla possibilità che la tregua di due settimane riguardi anche il Libano, mentre da Islamabad si parlava di un cessate il fuoco totale e del blocco dei raid israeliani contro Hezbollah.

Nonostante ciò, il premier Munir, insieme al ministro degli Esteri Mohammad Ishaq Dar e al capo delle forze armate, maresciallo Asim Munir, ha svolto un ruolo fondamentale nel tentativo di fermare l’escalation del conflitto che stava degenerando.

Poche ore prima, il presidente Trump aveva minacciato di riportare l’Iran «all’età della pietra» con attacchi mirati alla rete energetica iraniana, evidenziando l’importanza per il Pakistan di porre fine al conflitto, dato che gran parte del suo petrolio passa da Hormuz. Islamabad, confinante con l’Iran, ha interesse a mantenere rapporti stabili con Teheran, soprattutto nel contesto della storica rivalità con l’India.

Tornando indietro nel tempo, il Pakistan ha sempre dovuto maneggiare situazioni delicate; basti pensare alle pressioni dell’ex presidente Usa George Bush su Pervez Musharraf per entrare in guerra contro i Talebani. Oggi emergono elementi di debolezza ma anche determinazione, simili a quelli di un tempo, quando Musharraf fu costretto a collaborare con le forze statunitensi dopo iniziali resistenze.

L’esercito pakistano mantiene stretti legami con il Pentagono, mentre in passato alcuni scienziati nucleari pakistani hanno collaborato con Teheran nella controversa costruzione del programma nucleare iraniano. La fornitura di armi e intelligence da parte degli Stati Uniti resta cruciale per Islamabad, che ha cercato di limitare le tensioni nelle recenti dispute con l’India, inclusi incontri tra Sharif e Trump a Washington.

Tuttavia, un punto debole per Munir è rappresentato dal suo passato di scandali e inchieste per corruzione, che riaffiorano costantemente. Nel 2022, un tribunale lo ha assolto per mancanza di prove in un caso di riciclaggio, ma le accuse continuano a pesare sulla sua figura, generando sospetti sul suo operato politico.

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