Roma, 14 settembre 2025 – Papa Leone XIV compie oggi 70 anni. Tuttavia, per Robert Francis Prevost sarà una giornata di lavoro come tante: oltre all’Angelus in piazza San Pietro, il pontefice sarà a San Paolo fuori le Mura alle 17 per la celebrazione ecumenica in occasione della commemorazione dei nuovi martiri e testimoni della fede organizzata da S. Egidio, riporta Attuale.
L’omaggio di Mattarella e l’invito al Quirinale
In mattinata, sono giunti auguri da tutto il mondo. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha accompagnato il messaggio augurale con un invito al Quirinale: “Nel giorno del Suo settantesimo genetliaco voglia accogliere i più fervidi auguri che ho il piacere di porgerLe a nome del popolo italiano, unitamente ai miei sinceri voti di benessere spirituale e personale. Con l’auspicio di poterLa presto ricevere al Palazzo del Quirinale, La prego di accogliere, nella felice ricorrenza del Suo compleanno e in vista del Suo onomastico, le espressioni di affettuosa vicinanza degli italiani tutti e della mia massima considerazione”.
Gli auguri dal mondo della politica
Il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, ha unito i suoi auguri a quelli del pontefice: “Ringrazio il Santo Padre per la sua salda guida spirituale e per l’impegno a favore della pace. La Sua attenzione al complesso scenario internazionale, la vicinanza ai cristiani perseguitati e a tutte le persone in difficoltà rappresentano un punto di riferimento essenziale. Grazie Sua Santità e i migliori auguri in questa ricorrenza”. Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha scritto su X: “I più sentiti auguri di prosperità e grazia anche a nome della comunità di Forza Italia. La sua guida della Chiesa è un esempio di saggezza nella nostra comune ricerca di speranza e verità. Auguri Papa Leone”.
La Chiesa ucraina: “Grazie per gli appelli alla pace”
Numerosi sono stati i messaggi di auguri da tutto il mondo della politica e delle istituzioni. Anche dalla chiesa ucraina, che ha ringraziato il pontefice “per i suoi instancabili appelli alla pace e al servizio della diplomazia della verità, come primo passo verso una ‘pace disarmante e disarmata’”. Così ha dichiarato il capo della Chiesa greco-cattolica Sviatoslav Shevchuk: “Non possiamo dimenticare che è stato l”amato popolo ucraino’ ad essere al centro del primo appello del Santo Padre dopo la preghiera del Regina Coeli dell’11 maggio 2025”.