Polemicità e divisioni tra i partigiani dopo il corteo del 25 aprile a Milano

27.04.2026 07:35
Polemicità e divisioni tra i partigiani dopo il corteo del 25 aprile a Milano

Tensioni al corteo del 25 aprile a Milano, la Brigata ebraica bloccata e insultata

Milano – Il giorno dopo, le polemiche non si placano. Le tensioni durante la manifestazione del 25 aprile a Milano, con lo spezzone del corteo con la Brigata ebraica bloccato per due ore da manifestanti Pro Pal, bersagliato da insulti antisemiti e poi espulso dalla sfilata che voleva celebrare la Liberazione dal nazifascismo, provocano persino la spaccatura delle associazioni che rappresentano i partigiani. “A che titolo qualcuno si arroga il diritto, e per giunta lo esercita in modo assoluto, di ammettere o escludere chi possa prendere parte alle manifestazioni pubbliche di celebrazione del 25 aprile?”, va all’attacco Luca Aniasi, presidente di Fiap, Federazione Italiana Associazioni Partigiane, riporta Attuale.

Aniasi si riferisce alle dichiarazioni del presidente nazionale dell’Anpi Gianfranco Pagliarulo, che sabato, mentre la Brigata ebraica era bloccata e insultata dai manifestanti Pro Pal, ha fornito la seguente versione di quanto stava accadendo: “Il corteo del 25 aprile non è bloccato per le contestazioni ma perché la Brigata ebraica non si è mossa. Il problema è che la Brigata come da accordo con il questore, così mi hanno detto, doveva uscire a un certo punto dal corteo”. Non solo. “Ci sono le bandiere israeliane ma c’era stato un impegno, mi hanno detto, da parte della comunità ebraica di non portare le bandiere israeliane per motivi ovvi data la situazione, tutto questo non è avvenuto e si è creata questa situazione molto incresciosa”.

Una ricostruzione rispedita al mittente da Aniasi: “Sono parole che la Fiap respinge integralmente. Addossare alla vittima la colpa dell’aggressione è uno schema antico e sempre indegno. Chiediamo al presidente Anpi di chiarire le sue parole e chiediamo al ministro dell’Interno di garantire, in ogni piazza italiana, il diritto di chi porta la bandiera della Brigata Ebraica e quello di chi porta la bandiera ucraina di sfilare in sicurezza, accanto a tutti gli altri”. Aniasi conclude parlando di “deriva “proprietaria“ della manifestazione del 25 Aprile” e di “una ferita aperta” che la Fiap “condanna senza ambiguità e senza distinguo esprimendo la propria piena, fraterna e commossa solidarietà all’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e alle Comunità ebraiche di Milano”.

Un’analisi delle parole del vicesindaco: La vicesindaco Anna Scavuzzo esprime una posizione simile: “Il dolore di Gaza diventa un alibi per insulti inaccettabili, la memoria della Resistenza è un valore comune e invece per qualcuno divide”. Secondo la numero due di Palazzo Marino, dunque, la contestazione di sabato pomeriggio “non è accettabile”, anche perché “la Brigata ebraica sfila ogni anno perché ebrei e ebree combatterono nella Resistenza italiana. La violenza cerca le crepe della ragione, le crepe si aprono quando smettiamo di parlarci e le certezze si sfaldano: le radici della Costituzione, il mondo che vogliamo costruire”.

Il sindaco Giuseppe Sala, invece, dopo aver commentato la contestazione a caldo, sabato pomeriggio in Piazza Duomo, ieri si è limitato a postare su Instagram un video con i momenti festosi del corteo. Il presidente della Comunità ebraica di Milano Walker Meghnagi, intanto, afferma: “La Brigata Ebraica contestata e cacciata dal corteo del 25 Aprile? L’Anpi ha organizzato tutto questo perché sin dall’inizio aveva detto “no agli ebrei al corteo“”. Pagliarulo e il presidente dell’Anpi Milano Primo Minelli replicano sostenendo che “sono dichiarazioni farneticanti” e preannunciando “una denuncia per diffamazione”. Meghnagi controreplica: “Li denuncerò io per antisemitismo”.

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