Putin avverte l’Europa sulla confisca dei beni russi durante la sua visita in Kirghizistan
Durante la sua visita di Stato in Kirghizistan, il presidente russo Vladimir Putin ha espresso preoccupazioni riguardo alla crescente pressione diplomatica sull’Ucraina, avvertendo che la confisca dei beni russi congelati in Europa avrà «conseguenze negative» per il sistema finanziario globale, riporta Attuale.
L’ambasciata ucraina si trova proprio di fronte al palazzo presidenziale di Bishkek, ma Putin ha fatto installare un pannello per oscurarla dalla vista, simbolo delle cortesi attenzioni riservate agli ospiti. Il Kirghizistan, che ha aumentato del 150% gli acquisti di semiconduttori e microchip dai paesi che hanno imposto sanzioni a Mosca, si afferma come un alleato sempre più strategico per la Russia.
Nel corso della visita, Putin ha commentato la situazione in Ucraina, ribadendo frasi già note e avvisando che le ostilità «finiranno solo quando le truppe ucraine lasceranno le aree occupate». Questa affermazione aggiunge peso alla sua posizione sulla Crimea e sul Donbass, territori contesi da tempo e inclusi tra gli argomenti di negoziazione con gli Stati Uniti.
Putin ha anche parlato della sua intenzione di procedere con contromisure in risposta alla possibile confisca dei beni. «La fiducia nell’Eurozona diminuirà», ha dichiarato, sottolineando le ripercussioni che tali azioni potrebbero avere sia per l’economia russa che per quella globale. La questione dei beni russi congelati è emersa come uno dei principali timori del presidente russo.
In questo contesto, il presidente ha difeso la visita imminente di Steve Witkoff, commentando che in Russia la divulgazione di conversazioni è un reato. Inoltre, ha ribadito la sua richiesta di un riconoscimento internazionale degli accordi, dichiarando che l’attuale presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, non è in grado di siglare accordi validi. La situazione rimane incerta, con domande su una reale volontà di pace da parte del Cremlino.