Il governo iraniano ha annunciato la riapertura dello Stretto di Hormuz a tutte le navi commerciali, in seguito alla sigla di un memorandum d’intesa con gli Stati Uniti. Nonostante le affermazioni di fiducia, il presidente Masoud Pezeshkian ha indicato che i dettagli del documento richiedono ulteriori chiarimenti. I media iraniani riferiscono che l’accordo riconosce la sovranità dell’Iran e dell’Oman sullo Stretto, mentre Washington si impegna a non imporre nuove sanzioni durante le trattative. «Se tutte le disposizioni saranno attuate correttamente, sarà un documento onorevole per il Paese», ha dichiarato Pezeshkian, riporta Attuale.
Lo Stretto di Hormuz
Il governo iraniano celebra la riapertura dello Stretto di Hormuz, con la promessa di revocare il blocco navale americano e di avviare operazioni congiunte con il Sultanato dell’Oman. La narrazione ufficiale enfatizza la restaurazione della sovranità su questa strategica via marittima, pur sottolineando che il passaggio gratuito durerà solo per i primi 60 giorni, dopodiché saranno introdotte tariffe per i servizi offerti.
Le armi nucleari
Un aspetto cruciale dell’accordo è la continua negazione da parte dell’Iran di voler sviluppare armi nucleari. Le autorità di Teheran ribadiscono il loro impegno per un programma nucleare pacifico, promettendo che la vera trattativa sul nucleare inizierà nei prossimi 60 giorni.
I fondi congelati
Una delle questioni più delicate riguarda lo sblocco di circa ventiquattro, venticinque miliardi di dollari di fondi congelati. Gli Stati Uniti propongono un approccio a fasi, in cui l’accesso ai fondi sarà condizionato al rispetto degli accordi. L’Iran, d’altra parte, interpreta questa proposta come un passo verso la fine delle restrizioni economiche.
Il Libano
La situazione in Libano rappresenta una prova immediata per l’accordo. Teheran insiste sul fatto che le operazioni israeliane devono cessare affinché la tregua sia considerata valida. Le dichiarazioni del ministro degli Esteri iraniano pongono l’accento sull’importanza della cessazione definitiva dell’aggressione israeliana, avvertendo che ulteriori attacchi creeranno nuove tensioni.
L’uranio arricchito
Un’altra questione centrale riguarda i limiti all’arricchimento dell’uranio. Gli Stati Uniti propongono di estenderli a venti anni, mentre l’Iran chiede un periodo di cinque anni. Attualmente, l’Iran detiene 440 chili di uranio arricchito al 60 percento, con l’intenzione di riportarlo a livelli civili.
La ricostruzione
Il memorandum prevede anche piani di ricostruzione per un valore stimato di almeno trecento miliardi di dollari a carico di Paesi terzi, in seguito ai danni provocati dall’«aggressione israelo-americana». Inoltre, l’Iran richiede garanzie di sicurezza per la sua sovranità e la stabilità nella regione.
La regione
Teheran ha scelto di non includere nel memorandum le sue capacità missilistiche e le alleanze con le milizie locali. I funzionari iraniani affermano che i prossimi sessanta giorni saranno dedicati esclusivamente a questioni nucleari, revoca delle sanzioni e indennizzi.
Infine, l’Iran ha chiarito che se entro 60 giorni non si raggiunge un accordo soddisfacente, non esiterà a riprendere le ostilità.