Il sindaco di Tribano rinviato a giudizio per presunti dati falsi sull’autovelox
Padova, 4 settembre 2026 – Il sindaco di Tribano, in provincia di Padova, Massimo Cavazzana, è stato rinviato a giudizio per presunto falso nella richiesta di un autovelox, avendo “gonfiato” i dati sugli incidenti stradali per ottenere l’ok all’installazione. Un esposto presentato dai consiglieri di opposizione ha avviato le indagini, riportando che l’udienza preliminare è fissata per gennaio, riporta Attuale.
L’autovelox, situato sulla strada regionale 104 Monselice-Mare, non è mai più stato riattivato dopo la sua rimozione nel 2023, dopo solo due mesi di attività. Durante questo periodo, ha registrato una media di circa 80 infrazioni al giorno, con un totale di circa 9mila sanzioni, dati che confermavano la necessità di un controllo stradale.
Il processo per ottenere l’autovelox era iniziato nel 2021, quando furono inviati dati statistici al Comune per richiedere l’autorizzazione prefettizia, che indicavano 22 incidenti e 35 feriti nel periodo 2016-2020. Tuttavia, l’opposizione ha contestato questi dati, scoprendo che, secondo l’ufficio statistico della Regione Veneto, si registravano solo 10 incidenti e 19 feriti nello stesso periodo.
Il sindaco Cavazzana ha difeso la sua posizione, affermando di non aver personalmente raccolto né elaborato le statistiche, bensì di aver delegato il compito agli uffici comunali. Ha inoltre respinto l’idea che ci fossero motivazioni diverse dalla sicurezza dietro l’installazione dell’autovelox. “Quella è una strada pericolosa, percorsa da automobili, pedoni e moltissimi ciclisti. Il problema non ce lo siamo di certo inventati. Lì è morto il mio vicino di casa, e ho visto morire davanti ai miei occhi un ragazzo di appena 14 anni”, ha dichiarato.