La Cassazione conferma la condanna di Nicolas Sarkozy nel caso Bygmalion
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
PARIGI La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato da Nicolas Sarkozy contro la sua condanna nel caso Bygmalion, accogliendo la linea dell’avvocato generale dello Stato e confermando definitivamente la condanna dell’ex presidente. Questo verdetto ha importanti ripercussioni per l’ex leader francese, che non tornerà in carcere, ma potrebbe dover indossare nuovamente un braccialetto elettronico, riporta Attuale.
«La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della corte d’appello che ha condannato il candidato alle elezioni presidenziali del 2012, il suo direttore di campagna e due direttori del partito politico per finanziamento illegale della campagna elettorale», si legge in un comunicato. La condanna è collegata a false fatture emesse durante la campagna del 2012.
Si tratta di un caso distinto rispetto a quello dei finanziamenti illeciti provenienti dalla Libia di Gheddafi, per il quale Sarkozy è già stato condannato in primo grado. In quell’episodio, trascorse 20 giorni in prigione ed è stato rilasciato per raggiunti limiti di età. In quel caso, l’ex presidente sarà giudicato nuovamente dal 16 marzo al 3 giugno 2026.
Nel caso Bygmalion, acusato di aver speso 42,7 milioni di euro, Sarkozy ha violato il limite legale di 22,5 milioni. Per nascondere questa irregolarità, il suo entourage ha creato un sistema di fatture false con la società di comunicazione politica Bygmalion, per spese che quindi non erano correlate alla campagna elettorale del partito.
La difesa di Sarkozy ha sostenuto che eventuali fondi indebiti erano stati gestiti dai suoi collaboratori senza il suo consenso. Tuttavia, i giudici hanno evidenziato che il revisore dei conti aveva avvisato Sarkozy riguardo la violazione delle leggi sul finanziamento della campagna, affermando che egli ha ignorato le regole sul limite massimo.
Questa è la seconda condanna definitiva di Sarkozy, dopo quella ricevuta a dicembre 2024 per intercettazioni telefoniche. Subito dopo la sentenza, i legali di Sarkozy hanno annunciato che esploreranno la possibilità di presentare un ultimo ricorso davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo.