Sospese le ricerche di cinque alpinisti dispersi sul ghiacciaio Yalung Ri in Nepal

07.11.2025 15:45
Sospese le ricerche di cinque alpinisti dispersi sul ghiacciaio Yalung Ri in Nepal

Sospensione delle ricerche degli alpinisti dispersi in Nepal a causa delle condizioni avverse

Roma, 7 novembre 2025 – L’ultima speranza è stata gelata dalla neve. Sono state sospese le ricerche degli alpinisti ancora dispersi in Nepal, sul ghiacciaio Yalung Ri. Ad annunciare lo stop delle operazioni di ricerca è stato uno dei componenti della spedizione, Manuel Munari, sul profilo Facebook di Avia Mea. “Purtroppo, dobbiamo annunciare che la missione Yalung Ri è stata sospesa a causa della forte presenza di neve supercompatta, rendendo impossibile scavare al momento. Monitoreremo le condizioni – prosegue il messaggio – e valuteremo le opzioni in futuro”, riporta Attuale.

Oltre a Marco Di Marcello, risultano dispersi anche un altro italiano, l’altoatesino Markus Kirchler, il tedesco Jakob Schreiber e i nepalesi Mere Karki e Padam Tamang. “Secondo quanto abbiamo capito – ha riferito Gianni Di Marcello – le condizioni meteo per il volo non sono ideali e la neve su cui lavorano i soccorritori è molto compatta e piena di detriti rocciosi su cui è difficile scavare”.

“Abbiamo operato a 5.420 metri” precisano Munari e Cucchi, che hanno sorvolato la zona utilizzando rilevatori Recco, strumenti in grado di captare segnali da dispositivi riflettenti o da componenti metallici dell’attrezzatura. “Con noi sono saliti anche Bruno Jelk (svizzero, ndr), grande esperto di soccorsi in alta montagna, e le quattro guide nepalesi, ma considerate le condizioni della neve abbiamo deciso di sospendere le ricerche. La valanga ha un fronte di 210-220 metri. La prima chiamata di soccorso è arrivata da un’alpinista francese che faceva parte di una delle tre spedizioni presenti in zona: è stata lei a lanciare il primo allarme”.

Parlando del recupero di Di Marcello, Kirchler e degli altri tre ‘dispersi’, Munari e Cucchi spiegano che “se dovesse cadere una nuova valanga, a quel punto il ritrovamento degli alpinisti diventerebbe quasi impossibile perché la neve andrebbe a compattarsi ulteriormente e non si esclude che sotto la valanga ci siano dei crepacci. Se invece la situazione resterà invariata rispetto a oggi, il caldo dell’estate prossima scioglierà la neve, aumentando di molto la possibilità di ritrovare gli alpinisti” e ricordano che “siamo su un territorio glaciale e a quote molto elevate”.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere