Strage di Castel d’Azzano: racconti di sopravvissuti e il dolore dei colleghi alla vigilia dei funerali di Stato

18.10.2025 03:25
Strage di Castel d’Azzano: racconti di sopravvissuti e il dolore dei colleghi alla vigilia dei funerali di Stato

Tragedia a Castel d’Azzano: Uccisi tre carabinieri, cerimonia di lutto a Padova

Padova, 18 ottobre 2025 – Un giovane militare, il volto martoriato e coperto da bende, accompagna un collega ferito in carrozzina. Sono due membri della stessa unità di Marco Piffari, Valerio Daprà e Davide Bernardello, i tre carabinieri uccisi nella strage di Castel d’Azzano (Verona). I due si trovano davanti alla basilica di Santa Giustina a Padova, in attesa dei funerali di Stato, previsti per le prossime ore, riporta Attuale.

Il militare ferito, con garbo, ricorda i momenti critici prima della tragedia: “Ero sulla scala; non so di preciso dove si trovassero i colleghi. Si sentiva odore di gas, ma gli strumenti non segnavano valori elevati”. Il disastro si è consumato all’interno dell’abitazione dei fratelli Ramponi, in cui la concentrazione di gas esplosivo ha avuto conseguenze fatali per i tre carabinieri, noti per il loro addestramento in operazioni delicate.

Rita Zago, amica di Piffari, piange la perdita del suo compagno, descrivendo lui come una persona speciale: “Marco diceva che doveva esserci, era sempre in prima linea”. Per i carabinieri, il legame professionale si è trasformato in una vera e propria famiglia. Maurizio Garofalo, ex collega di Bernardello, sottolinea come indossare una divisa signified il servizio verso la comunità e la comunità sociale di cui fanno parte. “Il servizio è tutto – afferma – ma c’è bisogno di maggiore controllo nelle piazze”.

Tra il dolore si fa strada anche la rabbia per la perdita di vite innocenti. “Davide non amava rimanere in ufficio, voleva sempre essere attivo”, commenta Garofalo, richiamando l’attenzione sulla sicurezza delle forze di polizia, che nell’ultimo periodo hanno subito numerosi feriti.

I sindaci presenti, tra cui Giuseppe Armani di Caprino Veronese, esprimono il loro rispetto per i carabinieri. Armani cita Pasolini, sottolineando come il lavoro degli agenti sia volto a proteggere i cittadini. È significativo che gli stessi carabinieri siano stati i primi a prestare soccorso a Maria Luisa Ramponi, accusata di aver partecipato alla strage insieme ai due fratelli. Alla cerimonia, il silenzio è palpabile mentre la piazza si riempie di gente.

Maria Luisa, badante di origini romene e residente in Italia da vent’anni, si racconta: “I carabinieri hanno avuto cura di noi. Fanno un lavoro così pericoloso…”. Le corone di fiori esprimono la gratitudine e il dolore della comunità: “Ciao Davide, il tuo coraggio vivrà per sempre”, recita un messaggio. Tra la folla, ci sono persone venute da lontano per mostrare la loro vicinanza ai caduti e famiglie distrutte dalla perdita, lamentando la brutalità e l’ingiustizia di tali eventi.

In prima fila, nella formazione d’onore interforze, si possono scorgere giovani volti, quasi bambini, a testimonianza del sacrificio e della dedizione che caratterizzano le forze dell’ordine italiane.

1 Comment

  1. Incredibile come la vita possa cambiare in un attimo… Tutto il paese è in lutto per questi eroi. Ci sarebbe bisogno di più protezione per chi ci difende ogni giorno. È un’enorme ingiustizia! La comunità deve unire le forze per sostenere le famiglie di questi carabinieri.

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