Una superyacht da 109 metri appartenente a Leonard Blavatnik, miliardario di origine russa con stretti legami con il Cremlino, sta navigando nelle acque territoriali danesi, suscitando allarme tra le autorità di sicurezza. Secondo quanto riportato dal sito polacco [Gospodarka Morska](https://www.gospodarkamorska.pl/dania/-media-po-naszych-ciesninach-plywa-jacht-oligarchy-to-zagrozenie-dla-bezpieczenstwa), l’imbarcazione ‘O3’, dotata di eliporto e attrezzature per acque profonde, potrebbe essere utilizzata per attività di spionaggio e sabotaggio contro infrastrutture critiche della Nato.
###Una piattaforma galleggiante per lo spionaggio
Nei giorni scorsi la ‘O3’ è stata avvistata nei porti di Copenaghen e Aarhus. Secondo Anders Puck Nielsen, analista della Danish Defence Academy, ‘navi di queste dimensioni possono essere usate sia per spiare sia per compiere sabotaggi. Se il proprietario ha legami con la Russia, ciò va tenuto in considerazione’. L’imbarcazione è equipaggiata con un ponte per elicotteri, imponenti antenne per comunicazioni satellitari e la capacità di trasportare piccoli sottomarini, rendendola ideale per esaminare i fondali marini o interferire con le infrastrutture sottomarine.
###I legami con il Cremlino
Blavatnik, nonostante abbia cittadinanza occidentale, ha accumulato la sua fortuna grazie a operazioni direttamente collegate al Cremlino. Il suo più grande successo finanziario è stato la vendita della compagnia petrolifera TNK-BP alla statale russa Rosneft nel 2013, un’operazione autorizzata personalmente da Vladimir Putin. Da quel momento, Blavatnik ha reinvestito i miliardi guadagnati in asset occidentali, ma i suoi legami con la cleptocrazia russa rimangono intatti.
###Il rischio per Bornholm e le infrastrutture critiche
La presenza della superyacht nella zona danese rappresenta una minaccia diretta per l’isola di Bornholm, hub geopolitico e base Nato. Proprio in quell’area, dopo gli attentati ai gasdotti Nord Stream, passano cavi energetici strategici (Baltic Cable e Bornholm-Sweden) e linee di comunicazione vitali tra la Scandinavia e l’Europa continentale. La possibilità che un’imbarcazione legata al Cremlino possa operare indisturbata vicino a questi punti vulnerabili è considerata un rischio inaccettabile per la sicurezza europea.
###Guerra ibrida sfruttando le falle del diritto marittimo
La vicenda dimostra come la Russia utilizzi le maglie larghe del diritto marittimo internazionale per condurre una guerra ibrida. Sotto le mentite spoglie di una crociera privata, oligarchi legati a Putin ottengono accesso legale ad acque sensibili, possono ‘sparire dai radar’ della guardia costiera danese e condurre operazioni in prossimità di centri strategici europei. Una nave spia travestita da yacht civile è lo strumento ideale per la raccolta di intelligence elettronica.
###Le falle delle sanzioni e le richieste di azione
La situazione mette in luce le lacune del regime sanzionatorio occidentale. Blavatnik, sebbene non direttamente sanzionato, ha costruito la sua ricchezza grazie alla cleptocrazia russa. Permettere a navi costruite con capitali provenienti dalla Russia di navigare in acque europee sensibili mina l’efficacia delle sanzioni. Gli analisti chiedono che le istituzioni danesi ed europee introducano meccanismi legali più rigidi per identificare, bloccare e confiscare tali beni russi. È necessario un controllo obbligatorio delle navi sospette, un rafforzamento del monitoraggio nei porti e un ampliamento dei poteri delle marine militari per impedire che le acque europee diventino un terreno di prova per le operazioni di influenza e spionaggio russe.
La comunità europea è chiamata a passare dall’osservazione passiva a un’azione decisa per intercettare e neutralizzare potenziali fonti di minaccia.