Susanna Camusso: il giusto sciopero generale contro una manovra iniqua il 12 dicembre

09.11.2025 06:55
Susanna Camusso: il giusto sciopero generale contro una manovra iniqua il 12 dicembre

Susanna Camusso: “Lo sciopero generale è necessario”

Susanna Camusso, ex segretaria della Cgil e attuale senatrice del Pd, ha espresso la sua opinione riguardo allo sciopero generale indetto da Maurizio Landini per il 12 dicembre. “Sarei stupita se non ci fosse uno sciopero. Come si fa a non provare a contrastare una manovra che non risponde al mondo del lavoro, che ha fatto promesse sul sistema pensionistico e non dà risposte, che è profondamente contro le donne. Evidentemente per il governo e per la presidente del Consiglio esistono solo le donne che hanno fatto tre figli… Siamo davanti a messaggi del tutto retorici”, riporta Attuale.

Camusso ha inoltre commentato l’assenza dei sindacati Cisl e Uil, dichiarando: “Non è la prima volta, ogni tanto penso che questo Paese abbia la memoria del pesce rosso, soprattutto certe parti politiche”.

In merito alle critiche rivolte al leader della Cgil per un presunto impegno politico contro il governo, ha dichiarato: “La capacità di innovazione sugli argomenti, da parte della destra in particolare, è molto scarsa. Queste cose me le sono sentite dire io e anche i miei predecessori. Un governo che si trova davanti una mobilitazione dei lavoratori, in qualunque forma sia, dovrebbe farsi la domanda del perché, invece c’è un fuoco di fila, anche irrispettoso per le persone che sacrificano i propri redditi e le loro energie per manifestare”.

Camusso ha anche risposto alle obiezioni relative alla scelta di scioperare di venerdì: “È una polemica vecchia come il cucco e dice che sempre meno sanno cosa è il lavoro. Aveva un senso quando il lavoro poteva essere considerato organizzato dal lunedì al venerdì, ma qualcuno di loro ha una vaga idea di quanta gente lavora il sabato, la domenica, fa i turni? Con salari che sono assolutamente indietro rispetto al costo della vita, sanno cosa vuol dire perdere una giornata di retribuzione? La cosa vergognosa è fare dell’ironia su una forma di mobilitazione che danneggia innanzitutto il lavoratore e la lavoratrice”.

Riguardo alla posizione della Cisl, che sostiene che sia necessario rimanere ai tavoli di discussione, ha affermato: “Ho sempre pensato che bisogna discutere, ma non significa che siccome c’è il tavolo allora va tutto bene. Ci deve essere la volontà effettiva di potersi confrontare e questa manca da parte di un governo che presenta le leggi e la manovra dicendo che neanche il Parlamento le può modificare. Come faccio a pensare che sia disposto alla concertazione? Non ho un esempio”.

Infine, Camusso ha commentato la mancanza di unità sindacale: “Dell’unità sindacale sono responsabili in solido tutte le organizzazioni, non è che ce n’è una che è responsabile e le altre sono in attesa. È una stagione in cui è difficile contrattare. Il governo gioca a dividere gli altri, non a far valere le sue opinioni. Peraltro le loro divisioni interne rendono difficile che ci siano tavoli di confronto. Con una mediazione raggiunta con tali e tante difficoltà tra di loro, quali margini possono esserci per confrontarsi con le parti sindacali?”

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