La partecipazione di Tajani alle commemorazioni di Sant’Anna di Stazzema: un gesto simbolico
Roma, 13 agosto 2026 – Giovanni De Luna, storico e saggista, analizza la presenza del vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani alle commemorazioni dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema, sottolineando che si tratta della prima partecipazione di un esponente di un partito di destra nel ruolo di rappresentante del governo, riporta Attuale.
“La questione non è se la destra riconosca la Resistenza; ci sono stati precedenti simbolici come Berlusconi a Onna. La vera novità è che Tajani ha partecipato come rappresentante del governo e non solo di Forza Italia”, afferma De Luna.
Il coinvolgimento di Tajani implica anche una rappresentanza del governo post-Msi. “Figure come La Russa o Meloni non parteciperanno mai a tali eventi poiché si richiamano a una memoria separata che affonda le radici nella Repubblica di Salò. Riconoscere le responsabilità dei collaborazionisti in stragi come quelle di Sant’Anna o nel rastrellamento del Ghetto di Roma suggerirebbe una negazione della loro storia, complicando qualsiasi discussione condivisa sulle memorie”, continua De Luna.
Tuttavia, questo gesto potrebbe segnare l’inizio di un dialogo verso una memoria condivisa. “Per realizzare questo sarebbe necessario rinnovare il patto tra istituzioni e cittadini riguardo i valori fondanti del Paese. La Costituzione italiana valorizza l’eccidio di Sant’Anna di Stazzema, simbolo della Resistenza, ma ignora eventi come la strage della scuola di Gorla, perché alcune memorie devono basarsi su valori condivisi. Questo governo potrebbe non essere in grado di rinnovare il patto, poiché ciò implicherebbe rinunciare a una parte fondamentale della propria storia. Pertanto, l’azione di Tajani rischia di restare un gesto puramente simbolico”, conclude De Luna.
La scelta di Tajani potrebbe anche rivelarsi un tentativo di distanziarsi dal partito di Vannacci. “Meloni deve fare una scelta chiara. I presidenti della Repubblica hanno cercato di costruire un perimetro sacro basato sui valori della Resistenza, mentre questo governo ha mancato di farlo. Vannacci sta già esigendo chiarimenti alla premier su questo fronte”.
Tajani ha inoltre tracciato un parallelismo tra “le spinte che delegittimarono le istituzioni” nella prima metà del ’900 e la situazione attuale. De Luna condivide questa preoccupazione: “La situazione attuale è peggiore rispetto agli anni ‘30. Non esiste un sistema internazionale stabile. Allora c’era un concerto di potenze. Oggi, post-bipolarismo, quelle gerarchie si sono dissolte. Sono molto preoccupato poiché il mercato, ora predominante, ha storicamente portato al conflitto quando ha sopraffatto la politica”.
In questo contesto, il gesto di Tajani rimane dunque carico di significato, ma la sua efficacia dipenderà da ulteriori sviluppi politici e sociali.