Roma, 2 settembre 2026 – Un cittadino svizzero di 43 anni è stato arrestato per la sparatoria durante un rave ad Aarau, in cui ha perso la vita la 22enne Maria Spinelli. L’individuo ha agito da solo per follia omicida, come spiegato dalla polizia cantonale d’Argovia, citata dall’agenzia di stampa elvetica Keystone-Ats, riporta Attuale.
Il comandante della polizia, Michael Leupold, ha dichiarato: “Non abbiamo trovato prove di motivazioni ideologiche o estremiste“, aggiungendo che “le misure di sicurezza sono state riportate alla normalità” e che le misure di prevenzione delle minacce sono terminate.
“Ha sparato a caso più di 40 colpi. Ha confessato”
Il 43enne è stato arrestato dalle forze dell’ordine nelle prime ore di lunedì mattina e successivamente posto in stato di fermo come principale sospettato. Secondo il responsabile delle indagini, Matthias Schildknecht, l’uomo “ha agito sparando a caso“. “Si è recato in auto al parcheggio vicino all’ippodromo di Aarau e ha aperto il fuoco con più di 40 colpi utilizzando un fucile d’assalto, colpendo indiscriminatamente la folla”, ha aggiunto.
L’arrestato non era conosciuto alle forze dell’ordine, avendo lasciato l’esercito nel 2013 e risiedendo nel cantone del Giura. Ha confessato il reato alla polizia cantonale e da un’auto sono state sequestrate tre armi da fuoco: un fucile d’assalto AK-74 e due pistole.
L’autore della strage soffre di problemi psichici
Il 43enne ha riferito di avere “problemi di salute da tempo”, come riportato dall’Afp. Il procuratore di Schafisheim ha confermato che l’individuo presenta “problemi psicologici”, pertanto è stata prevista una perizia psichiatrica.
Le accuse nei confronti del 43enne includono omicidio intenzionale, lesioni personali e violazione della legge sulle armi. Maria Spinelli è deceduta a causa di “un singolo proiettile” nella parte superiore del corpo; nel corso della sparatoria, sei persone sono rimaste ferite, un aggiornamento rispetto ai cinque inizialmente segnalati.
La famiglia della 22enne uccisa: “Circostanze ancora da chiarire”
“Dopo la conferenza stampa degli inquirenti svizzeri, per la famiglia rimane centrale un elemento: Maria è stata uccisa a soli 22 anni e le circostanze del delitto non sono ancora state pienamente chiarite. Le informazioni emerse finora non consentono di considerare conclusa la ricostruzione dei fatti. L’ipotesi di un gesto di presunta follia omicida non può esaurire ogni interrogativo né sostituire un accertamento dettagliato”, ha dichiarato l’avvocato Bruno Gallo, rappresentante del padre di Maria Spinelli.
La famiglia richiede che le indagini proseguano con rigore, esaminando ogni elemento utile a chiarire le circostanze e l’origine dell’aggressione. “Fino a quando tutti gli aspetti della vicenda non saranno chiariti, è necessario mantenere prudenza e non formulare conclusioni”, hanno aggiunto. “Maria, in quanto figlia dell’Italia, non deve essere lasciata sola nel suo ultimo viaggio. L’Italia le deve essere vicina e accoglierla definitivamente a casa con gli onori e la dignità che le spettano”.