La vita straordinaria di Ted Turner, simbolo del Rinascimento moderno
NEW YORK – «Ma lei ha davvero quattro fidanzate?», chiedo sottovoce a Ted Turner nel suo ristorante Ted’s Montana Grill a New York, noto per il bisonte. «Guilty as charged» risponde «una fatica tremenda, ma funziona». Riporta Attuale.
È la primavera del 2011, mentre la sua fidanzata del momento, un’attivista ambientale, entra nel ristorante con un entourage di cinque persone. Cerco di convincere Turner, fondatore della CNN, ad accettare il premio come Uomo Rinascimentale dell’Anno. Conseguito nel 1991, il suo network fu rivoluzionario, trasmettendo in diretta l’inizio della Guerra del Golfo, cambiando per sempre il panorama dei media. «Un pioniere e uno dei più influenti personaggi nella storia dei media», disse Rupert Murdoch su Turner.
Nel 1977, Turner acquista i Braves, la squadra di baseball di Atlanta, e restaura migliaia di film con la sua compagnia TNT, donando un miliardo di dollari alle Nazioni Unite dopo il ritiro degli Stati Uniti. Allo stesso tempo, ha acquistato due milioni di acri di terra per preservare le bellezze naturali americane, impedendo l’estinzione dei bisonti, e ha conquistato Jane Fonda.
Nel 1988, Turner dichiarava di voler stabilire un record senza precedenti in una vita, paragonandosi a figure come Napoleone e Churchill. Nonostante la sua modestia, ha cambiato il mondo come imprenditore e filantropo, con una visione futuristica che ha influenzato molte generazioni. Era soprannominato «Captain Outrageous» per la sua personalità audace e provocatoria.
Il 19 novembre, data del suo compleanno, accettò il premio a Firenze, dove si svolse una cena di gala al Palazzo Vecchio, presieduta dal sindaco Matteo Renzi. Durante la serata, il pianista presente si rifiutò di suonare la canzone preferita di Turner, «My Old Kentucky Home», ma l’imprenditore, dimostrando il suo carisma, la intonò in solitaria, emozionando i presenti. «È stato bravissimo» commentò la sua fidanzata.
La performance di Turner ha suscitato diverse reazioni; mentre una signora fiorentina trovava il suo canto inappropriato, Cristina Acidini, Sovraintendente alle Belle arti, si complimentò per l’emozione portata nella sala storica.