Condanna per terrorismo in Kosovo: ergastolo per due uomini, trent’anni per un terzo
Un tribunale di Pristina ha condannato due uomini all’ergastolo e uno a trent’anni di carcere per un attacco armato avvenuto nel 2023 a Banjska, un villaggio nel nord del Kosovo, in cui persero la vita quattro persone, riporta Attuale.
I tre uomini erano accusati di terrorismo, e oltre a loro, circa altre 40 persone sono sotto accusate, ma secondo le autorità kosovare, queste si sarebbero rifugiate in Serbia. Il giudice Ngadhnjim Arrni ha dichiarato che l’obiettivo dell’attacco era quello di separare il nord del Kosovo, dove risiede una popolazione prevalentemente serba, per poi annetterlo alla Serbia.
Durante l’attacco, i perpetratori hanno aggredito tre pattuglie di polizia impegnate nel controllo di due furgoni senza targa che bloccavano un ponte all’entrata di Banjska, causando la morte di un agente di polizia. Dopo il confronto, tre degli aggressori sono stati uccisi, mentre gli altri sono fuggiti verso il confine serbo, situato a meno di 50 chilometri. Fin da subito, le autorità kosovare hanno accusato la Serbia di agevolare questo attacco, ma il governo serbo ha sempre negato tali accuse.
Il Kosovo è storicamente una ex provincia serba. Tra il 1998 e il 1999, la regione ha vissuto un conflitto tra l’esercito jugoslavo, sotto il controllo serbo, e i ribelli etnici albanesi, che lottavano per l’indipendenza. Il conflitto si è concluso con l’intervento della NATO, che ha bombardato obiettivi in Serbia, costringendo la ritirata delle forze serbe dal Kosovo. Nel 2008, il Kosovo ha dichiarato la propria indipendenza dalla Serbia, una decisione riconosciuta da Stati Uniti e da parte dell’Unione Europea, ma non dai serbi né dai paesi alleati, come Russia e Cina.