Truffa telefonica da falsi carabinieri: accuse e richieste di denaro ai cittadini

30.07.2026 14:45
Truffa telefonica da falsi carabinieri: accuse e richieste di denaro ai cittadini

Roma, 30 luglio 2026 – Nonostante le campagne di prevenzione e il miglioramento delle tecnologie, le truffe telefoniche continuano a rappresentare una grave minaccia per i cittadini. Infatti, i malintenzionati si sono evoluti, riuscendo a spacciarsi sempre più convincente come forze dell’ordine., riporta Attuale.

“Se non ci crede, chiami il 112 e lo confermeranno”

Nelle ultime settimane, la polizia postale ha registrato numerose segnalazioni di chiamate sospette. Il modus operandi è sempre il medesimo: un truffatore si presenta come carabiniere e comunica ai rispettivi destinatari brutte notizie, come il presunto furto o clonazione della targa. Davanti alle rimostranze dei cittadini, supportate da intensive campagne anti-truffa, il ‘carabiniere’ rassicura le vittime, suggerendo di chiamare il 112 per verificare la veridicità della chiamata.

Spesso in preda al panico, le potenziali vittime compongono il 112 dallo stesso telefono fisso su cui hanno ricevuto la prima chiamata. Tutto sembra in ordine: il centralino conferma le affermazioni del ‘carabiniere’ e ridirige la chiamata a quest’ultimo. A questo punto, le richieste si intensificano: appuntamenti, denaro e ulteriori inganni. Tuttavia, la vittima non ha mai realmente parlato con il 112: la chiamata è stata infatti ‘deviata’ e il ‘centralino’ non era altri che un complice del truffatore.

Ipotesi 1: la prima chiamata non è mai stata chiusa

Ma come avviene tutto ciò? Pur senza un confronto diretto con la polizia postale, è possibile ipotizzare che il modus operandi si basi sulle tecnologie di funzionamento dei telefoni fissi. Una spiegazione potrebbe trovare fondamento nel fatto che la ‘chiamata non è mai stata chiusa’. Dopo aver utilizzato telefoni tradizionali collegati alla presa a muro, il truffatore mantiene il controllo finché non decide di riagganciare. Così, quando la vittima contatta il 112, sta solo premendo tasti senza riuscire a iniziare una nuova chiamata, mentre il tono dello squillo può essere facilmente replicato.

Come difendersi? In questo caso, potrebbe essere sufficiente attendere qualche attimo dopo la fine apparente della chiamata. Le nuove tecnologie di rete dovrebbero, in teoria, disconnettere la linea entro pochi secondi. È preferibile effettuare la chiamata al 112 utilizzando un altro dispositivo, idealmente un cellulare.

È importante notare che ciò che *fa* la differenza non è l’‘età’ del telefono fisso: anche un moderno cordless mantiene vulnerabilità rispetto a questa truffa, a seconda della rete utilizzata, ovvero quella collegata alla presa a muro.

Ipotesi 2: un nuovo modo per deviare la chiamata

Negli ultimi anni, i fornitori di servizi hanno investito nella maggiore sicurezza del sistema, incoraggiando l’adozione di linee moderne in fibra e VoIP. Questa transizione è reale anche per i telefoni fissi, anche quelli più recenti, collegati a un modem di internet.

In tale contesto, i truffatori non possono applicare il metodo precedente, poiché, una volta riattaccata la cornetta o premuto il tasto di chiusura, la comunicazione viene chiusa istantaneamente. Tuttavia, non si è esenti dallo spoofing, che consente ai malviventi di presentare un numero falso, associato al 112.

Sei truffatori riescono a imitare questa operazione con successo, significa che sono riusciti in qualche modo a deviare la chiamata attraverso metodologie sconosciute. Pertanto, è essenziale mantenere la calma e tenere a mente che difficilmente un carabiniere richiederà mai denaro o fisserà un appuntamento in un luogo non ufficiale. È buona norma contattare il 112 da un altro dispositivo per ottenere informazioni e segnalare l’accaduto alla polizia postale, che avvierà le necessarie indagini.

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