Trump arriva a Pechino senza accordo con l’Iran e cambia atteggiamento sull’uranio

11.05.2026 00:05
Trump arriva a Pechino senza accordo con l'Iran e cambia atteggiamento sull'uranio

Trump a Pechino senza accordo con l’Iran: le tensioni aumentano mentre la guerra continua

Donald Trump arriverà mercoledì a Pechino senza un accordo con l’Iran per la fine della guerra e lo sblocco di Hormuz. La missione del presidente americano in Cina, inizialmente prevista per il 30 marzo, è stata rinviata per evitare di negoziare con Xi Jinping mentre il conflitto è ancora in corso. Tuttavia, la controproposta inviata da Teheran domenica non ha risolto le problematiche in sospeso, lasciando aperte le tensioni. Nonostante ciò, sembra che una tregua sia in atto.

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato: “L’Iran non si piegherà mai al nemico”, mentre Trump ha replicato accusando l’Iran di aver ingannato gli Stati Uniti per anni, approfittando dell’incapacità dei presidenti democratici. In un chiaro attacco a Obama e Biden, Trump ha minacciato: “Per 47 anni avete deriso il nostro Paese, avete ucciso la nostra gente, avete massacrato 42 mila vostri manifestanti innocenti e disarmati. Non riderete più”.

Le minacce di Trump, meno dirette rispetto a quelle di riportare l’Iran all’età della pietra pronunciate pochi giorni fa, riflettono una crescente necessità di rimanere all’erta. Teheran, colpita dal blocco navale americano che ostacola le esportazioni di petrolio, si sta concentrando sul mantenimento della stabilità interna, mentre Trump, sempre più ansioso di concludere una guerra impopolare, potrebbe prepararsi a un parziale passo indietro.

In un’intervista, Trump ha minimizzato la questione del recupero dell’uranio arricchito iraniano, che fino a poco tempo fa rappresentava una priorità. Ora ha dichiarato: “Non me ne preoccupo molto: l’uranio è sepolto sotto le macerie dei bombardamenti. Prima o poi lo recupereremo” , e ha aggiunto di monitorare i siti da satellite, indicando una preparazione a intervenire in caso di movimenti sospetti.

Secondo gli analisti, Trump ha già rimosso una delle questioni che avevano originato il conflitto, ossia lo sviluppo dei missili balistici a lungo raggio, spostandola a una questione locale da risolvere tra le potenze regionali. Se dovesse accantonare anche la questione dell’uranio, giungere a un accordo con l’Iran diventerebbe nettamente più semplice.

Il primo ministro israeliano Netanyahu, che ha recentemente contattato Trump, ribadisce che la guerra non è finita, sottolineando l’offensiva in Libano e contro Hamas a Gaza, e considera prioritaria la questione del recupero dell’uranio. Tuttavia, Trump sembra riluttante a entrare in un altro conflitto di lungo periodo, preoccupato delle possibili conseguenze. Nonostante alcune tensioni, la tregua sembra destinata a proseguire, e Trump, che continua a premere su Xi Jinping per porre fine al supporto di Teheran, è pronto a intensificare le sue minacce di sanzioni per le violazioni degli embarghi, pur considerando contropartite economiche e tecnologiche, a supporto della sua missione a Pechino, accompagnato da una delegazione di imprenditori, riporta Attuale.

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