Trump minaccia dazi contro i Paesi che ostacolano la strategia sulla Groenlandia

16.01.2026 23:05
Trump minaccia dazi contro i Paesi che ostacolano la strategia sulla Groenlandia

La Danimarca rafforza la difesa in Groenlandia in risposta alle minacce di Trump

Il governo danese sta implementando misure di sicurezza in Groenlandia mentre i rapporti con gli Stati Uniti sono tesi a causa delle recenti affermazioni del presidente Donald Trump. In particolare, Trump ha dichiarato che la Groenlandia è fondamentale per la sicurezza americana e ha minacciato di imporre dazi sui paesi che non accetteranno i suoi piani per l’isola nordica, riporta Attuale.

La strategia danese è duplice: da un lato, annunciano l’invio di un contingente di soldati, circa un centinaio, per rafforzare la sicurezza dell’isola, e invitano partner europei a partecipare. Ieri, un aereo con 15 soldati francesi e 13 tedeschi è atterrato a Nuuk, la capitale groenlandese, insieme a unità danesi. Regno Unito, Francia, Finlandia, Norvegia, Canada, Svezia, Polonia e i Paesi Baltici contribuiranno all’operazione.

Il governo danese ha avviato consultazioni con gli stati membri della NATO riguardo a una possibile esercitazione, sebbene in forma ridotta e senza la distintiva etichetta NATO. L’invito agli Stati Uniti è stato fatto con l’intenzione di inviare un messaggio chiaro a Trump: la Groenlandia è sotto la protezione della NATO, e l’idea di un attacco ai propri alleati risulta inaccettabile.

Tuttavia, l’Italia e altri paesi europei esprimono preoccupazione, sottolineando che tali manovre militari potrebbero risultare inefficaci. Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha affermato: «Il problema della sicurezza della Groenlandia ci interessa, ma non si risolve mandando 10 o 15 soldati».

Il governo danese intensifica anche gli sforzi diplomatici, ritenendo il vertice del 14 gennaio alla Casa Bianca, con la partecipazione del vicepresidente JD Vance e dei ministri degli Esteri di Danimarca e Groenlandia, un significativo fallimento. Nonostante ciò, Copenaghen ora conta su una «commissione bilaterale di lavoro» e sul sostegno del Congresso statunitense.

Una delegazione parlamentare bipartisan americana, guidata dal senatore democratico Chris Coons, è stata ricevuta da ufficiali danesi. Coons ha riaffermato: «Dobbiamo lasciare che siano gli abitanti della Groenlandia a decidere sul loro futuro». Sebbene vi siano state rassicurazioni sulla mancanza di minacce concrete da parte di Cina e Russia, i sentimenti negli Stati Uniti rimangono divisi su eventuali piani di occupazione dell’isola.

Nel frattempo, la Danimarca si trova a fronteggiare malumori tra gli alleati europei, in particolare nei confronti di quelli meno proattivi nelle questioni legate alla Groenlandia.

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