La Danimarca rafforza la difesa in Groenlandia in risposta alle minacce di Trump
Il governo danese sta implementando misure di sicurezza in Groenlandia mentre i rapporti con gli Stati Uniti sono tesi a causa delle recenti affermazioni del presidente Donald Trump. In particolare, Trump ha dichiarato che la Groenlandia è fondamentale per la sicurezza americana e ha minacciato di imporre dazi sui paesi che non accetteranno i suoi piani per l’isola nordica, riporta Attuale.
La strategia danese è duplice: da un lato, annunciano l’invio di un contingente di soldati, circa un centinaio, per rafforzare la sicurezza dell’isola, e invitano partner europei a partecipare. Ieri, un aereo con 15 soldati francesi e 13 tedeschi è atterrato a Nuuk, la capitale groenlandese, insieme a unità danesi. Regno Unito, Francia, Finlandia, Norvegia, Canada, Svezia, Polonia e i Paesi Baltici contribuiranno all’operazione.
Il governo danese ha avviato consultazioni con gli stati membri della NATO riguardo a una possibile esercitazione, sebbene in forma ridotta e senza la distintiva etichetta NATO. L’invito agli Stati Uniti è stato fatto con l’intenzione di inviare un messaggio chiaro a Trump: la Groenlandia è sotto la protezione della NATO, e l’idea di un attacco ai propri alleati risulta inaccettabile.
Tuttavia, l’Italia e altri paesi europei esprimono preoccupazione, sottolineando che tali manovre militari potrebbero risultare inefficaci. Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha affermato: «Il problema della sicurezza della Groenlandia ci interessa, ma non si risolve mandando 10 o 15 soldati».
Il governo danese intensifica anche gli sforzi diplomatici, ritenendo il vertice del 14 gennaio alla Casa Bianca, con la partecipazione del vicepresidente JD Vance e dei ministri degli Esteri di Danimarca e Groenlandia, un significativo fallimento. Nonostante ciò, Copenaghen ora conta su una «commissione bilaterale di lavoro» e sul sostegno del Congresso statunitense.
Una delegazione parlamentare bipartisan americana, guidata dal senatore democratico Chris Coons, è stata ricevuta da ufficiali danesi. Coons ha riaffermato: «Dobbiamo lasciare che siano gli abitanti della Groenlandia a decidere sul loro futuro». Sebbene vi siano state rassicurazioni sulla mancanza di minacce concrete da parte di Cina e Russia, i sentimenti negli Stati Uniti rimangono divisi su eventuali piani di occupazione dell’isola.
Nel frattempo, la Danimarca si trova a fronteggiare malumori tra gli alleati europei, in particolare nei confronti di quelli meno proattivi nelle questioni legate alla Groenlandia.