Riduzione delle brigate statunitensi in Europa: il Pentagono annuncia il passaggio da quattro a tre
Il Pentagono ha comunicato martedì una significativa riduzione delle brigate di combattimento statunitensi schierate in Europa, passando da quattro a tre. Sebbene non siano stati rivelati i numeri esatti, ogni brigata conta tipicamente tra le 4.400 e le 4.700 unità. L’amministrazione Trump ha sottolineato che il livello delle forze tornerà a quello pre-2021, riporta Attuale.
Questa decisione è stata descritta dal Pentagono come il risultato di un processo di revisione strategica delle forze in Europa. La riduzione influisce sulla pianificazione dello schieramento di soldati americani in Polonia, nazione definita un “alleato modello” dagli USA, che investe il 4,7% del proprio PIL per la difesa. Originariamente, era prevista l’arrivo della «2ª Brigata Corazzata da Combattimento, 1ª Divisione di Cavalleria» con 4.000 soldati in Polonia, parte di una rotazione di nove mesi, mentre normalmente sono presenti circa 10.000 militari in Polonia, molti dei quali in rotazione.
Il rinvio del dispiegamento di questi 4.000 soldati ha suscitato preoccupazioni a Varsavia e fra alcuni membri del Congresso statunitense. Tuttavia, sia il vicepresidente J.D. Vance sia il Pentagono hanno rassicurato che si tratta di un semplice “ritardo”. La riduzione delle brigate, secondo il Pentagono, si basa su ulteriori analisi delle esigenze strategiche e operative statunitensi, oltre alla capacità dei nostri alleati di contribuire alla difesa dell’Europa. Questa analisi è parte dell’agenda America First del presidente Trump in Europa e mira a rafforzare la responsabilità dei partner Nato nella difesa convenzionale europea.
L’amministrazione Trump aveva già promesso una diminuzione di 5.000 unità delle forze in Germania, a seguito di tensioni con il cancelliere tedesco Merz riguardo all’Iran. Per il momento, Berlino non ha ricevuto alcun piano dettagliato, ha dichiarato il ministro degli Esteri Boris Pistorius. Il generale Usa e comandante della Nato in Europa, Alexus Grynkewich, ha confermato che si prevede una riduzione complessiva di circa 5.000 unità in Europa, senza specificare i paesi interessati.
Nel contempo, l’agenzia Reuters riporta che il Pentagono comunicherà domani a Bruxelles la volontà di diminuire il numero di militari disponibili per il modello di difesa «Nato Force Model», attivabili in caso di guerra o crisi grave. Il sottosegretario alla Difesa, Elbridge Colby, ha indicato l’adeguamento del «Nato Force Model» come prioritario, nel contesto di un maggior ruolo atteso dall’Europa nella difesa convenzionale, garantendo nel contempo che i nostri alleati rimarranno sotto l’«ombrello nucleare» statunitense.
Il segretario della Nato, Mark Rutte, ha affermato che l’Europa deve prepararsi a questi cambiamenti, enfatizzando che il potenziamento del pilastro europeo della Nato avverrà in modo “controllato e graduale”. Ciò permetterà agli USA di ridistribuire risorse verso l’Indo-Pacifico senza compromettere la sicurezza euro-atlantica. Il generale Grynkewich ha osservato che nel breve periodo non ci si attende una riduzione oltre le 5.000 unità, ma nel lungo termine, ulteriori ridispiegamenti sono probabili. La situazione sarà monitorata da vicino in coordinamento con gli alleati. Trump incontrerà i leader europei al G7 dal 15 al 17 giugno in Francia, mentre domani il segretario di Stato Rubio visiterà la Svezia per il vertice dei ministri degli Esteri della Nato prima di dirigersi in India per l’incontro del «Quad» con gli alleati dell’Indo-Pacifico.