Offensiva russa nel Donbass: una strategia di conquista e negoziato
CHISINAU – L’offensiva di terra orchestrata da Vladimir Putin negli ultimi giorni, focalizzata principalmente nel Donbass, mira a conquistare il maggior numero possibile di territori ucraini. Questa manovra ha lo scopo di dimostrare a Donald Trump che l’esercito di Zelensky è in difficoltà e di imporre una possibile pace alle condizioni più favorevoli per Mosca, riporta Attuale.
Le operazioni militari hanno assunto una intensità significativa, colpendo in particolare città e villaggi contesi da tempo come Pokrovsk, Kostiantynivka, Siversk e Bakhmut. Queste località sono quasi accerchiate e sotto bombardamenti pesanti, mentre piccole pattuglie di truppe russe, supportate da droni e aviazione, iniziano ad infiltrarsi. Si prevede che queste azioni militari influenzino il summit Trump-Putin in Alaska di oggi.
In risposta a queste manovre, lo stato maggiore di Kiev ha lanciato allarmi riguardanti la conquista da parte dei russi di oltre 120 chilometri quadrati a nord di Pokrovsk. Tuttavia, hanno anche comunicato che l’attacco nemico è stato in gran parte fermato. “Poche decine di soldati russi nascosti tra le case e nelle foreste non significano affatto che siano in controllo”, hanno affermato alti ufficiali ucraini.
Nonostante le dichiarazioni rassicuranti, la situazione rimane critica. I russi continuano a utilizzare una strategia che implica l’invio di unità agili, simile a quella utilizzata dai ucraini nei primi giorni del conflitto, per contrastare le colonne nemiche. A tre anni e mezzo dall’inizio dell’aggressione, l’esercito russo è impantanato in una guerra di logoramento, con perdite significative tra le sue fila.
Le notizie dal campo di battaglia indicano una situazione disperata: secondo le autorità locali, rimangono solo 1.327 abitanti a Pokrovsk, rispetto ai 60.000 iniziali. Le forniture di luce e acqua sono assenti, e le artiglierie russe colpiscono tutte le vie di fuga. Allo stesso tempo, la possibilità di evacuare oltre 8.000 cittadini di Kostiantynivka è ormai impossibile.
I droni russi dominano i cieli, e le voci dei soldati ucraini sui social media denunciano una leadership istituzionale troppo rigida e un clima di caos nelle trincee. La situazione resta tesa e incerta, mentre l’offensiva russa continua a mietere vittime e a mettere a dura prova le difese ucraine.
Che situazione devastante… Non riesco a credere che a Pokrovsk restino solo 1.327 persone. La guerra sembra non avere mai fine. I russi continuano a bombardare, mentre le truppe ucraine lottano con tutte le loro forze. È un caos totale e nessuno sembra avere la soluzione. Ma che fine ha fatto il mondo?