Roma, 9 agosto 2025 – Il virus West Nile, trasmesso dalla zanzara culex pipiens (una specie autoctona), solleva interrogativi sulla sicurezza delle trasfusioni di sangue. Cosa accade, infatti, se un donatore risulta positivo? Luciana Teofili, nuova direttrice del Centro nazionale sangue dal luglio scorso, assicura che il sistema è attento e che le verifiche funzionano. “Negli ultimi giorni abbiamo osservato un incremento di casi di febbre del Nilo occidentale in Italia, ma non ci sono motivi di preoccupazione. I donatori positivi vengono regolarmente identificati,” riporta Attuale.
La professoressa Teofili chiarisce che l’obiettivo principale è prevenire l’epidemia. Il programma di sorveglianza coinvolge non solo il Centro nazionale sangue, ma anche l’Istituto superiore di sanità, gli Istituti zooprofilattici italiani, i Centri di coordinamento regionali e la rete trasfusionale. “Con apposite misure – sottolinea – riusciamo a monitorare la presenza del virus in modo regolare. Effettuiamo catture e controlli delle zanzare per verificarne l’infezione, lo stesso avviene per gli animali da allevamento e gli uccelli.”
In altre parole, siamo già in allerta prima che si manifestino le infezioni? “Esattamente”, risponde la direttrice. “La sorveglianza è attiva, con un sistema integrato. A un certo punto, oltre ai dati raccolti, ci arrivano anche segnalazioni dalle strutture ospedaliere riguardo a possibili casi umani di infezione. Quando ciò avviene, come Centro nazionale sangue, attiviamo un allerta che coinvolge l’intera rete trasfusionale, comunicando le province interessate.”
Una volta ricevuta la segnalazione, “i donatori di sangue residenti nella provincia colpita, o che ci sono stati per almeno una notte negli ultimi 28 giorni, devono sottoporsi a screening per il virus West Nile. Questo implica che, oltre ai test per infezioni comuni, come epatite e Hiv, si aggiunge anche un test specifico per il virus,” spiega Teofili.
Cosa succede se abito in un’altra provincia ma passo per una zona critica? “Ai donatori mostriamo una mappa, costantemente aggiornata, delle province con circolazione virale. Chiediamo loro se negli ultimi 28 giorni hanno visitato queste aree, incluse quelle in rosso. Anche per quelli che viaggiano verso Stati Uniti e Canada, la domanda rimane valida fino a dicembre, poiché il virus è endemico in quelle regioni,” continua la direttrice.
“Se un donatore risulta positivo, viene immediatamente sospeso e sottoposto a monitoraggio clinico,” afferma Teofili. Anche se asintomatico, il donatore deve seguire le misure di sicurezza previste.
Nel 2025, il numero di donatori di sangue in Italia si attesta a 1,7 milioni, mantenendo una stabilità. “È fondamentale che i test siano sempre riferiti al sangue”, rimarca la professoressa Teofili. “Ogni donatore è soggetto a screening ripetuti durante l’anno per garantire la massima sicurezza nelle trasfusioni.”
Ma che strano! Questo virus delle zanzare sembra più un incubo che una realtà. Eppure la situazione è sotto controllo, dicono. Speriamo che non diventi un’altra emergenza sanitaria come in passato. È importante che i donatori vengano sempre monitorati, non vorrei trovarmi in un ospedale senza sapere cosa c’è nel sangue!