Castrezzato (Brescia) – Un bambino di quattro anni è attualmente ricoverato in stato critico all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dove è stato trasportato d’urgenza dopo essere caduto nella piscina di un parco acquatico a Castrezzato, in provincia di Brescia, riporta Attuale.
L’incidente è avvenuto venerdì 20 giugno presso il Tintarella di Luna, una struttura comunale gestita da un’azienda privata. Il piccolo, residente in via Gigli a Rovato, nel Bresciano, era stato portato dal padre per trascorrere una giornata di svago e sfuggire al caldo torrido di quella settimana.
Secondo le ricostruzioni effettuate, il bambino è riuscito a sfuggire al controllo del genitore ed è così caduto in piscina, non sapendo nuotare. I soccorritori hanno tentato di rianimarlo sul posto, sotto gli occhi distrutti del padre, fino all’arrivo dell’eliambulanza che lo ha trasportato a Bergamo. I carabinieri si occupano ora delle indagini relative all’accaduto.
I precedenti
Mercoledì 18 giugno, nello stesso ospedale bergamasco, un bambino di dieci anni è deceduto dopo due giorni di agonia. Il piccolo, di origini cinesi e residente a Canneto sull’Oglio, in provincia di Mantova, si era sentito male in piscina a Cremona. Solo tre giorni prima, il 15 giugno, un dramma simile si era verificato a Ferrara: un bambino tedesco di sei anni aveva perso la vita dopo essersi tuffato nella piscina del camping Tahiti a Lido Nazioni, in provincia di Ferrara. A seguito di un grave malore, era deceduto poco dopo il suo arrivo in ospedale, dove era giunto in elicottero.
Questo incidente evidenzia la necessità di una maggiore attenzione alla sicurezza nei luoghi di svago, specialmente per i bambini che non sanno nuotare. È fondamentale implementare misure di sicurezza più rigide per prevenire tali tragedie nei parchi acquatici e nelle piscine pubbliche.
In conclusione, è imperativo che le autorità locali, i gestori di strutture ricreative e i genitori collaborino per garantire un ambiente sicuro e protetto per i più giovani, affinché situazioni come queste non si ripetano in futuro. Le esperienze recenti devono fungere da monito per tutti noi nell’affrontare la responsabilità di tutelare la vita dei bambini durante le attività ricreative.