Xi Jinping guadagna spazio di manovra al vertice in Corea del Sud con Donald Trump

30.10.2025 15:55
Xi Jinping guadagna spazio di manovra al vertice in Corea del Sud con Donald Trump

Vertice in Sud Corea: Tregua tra le superpotenze, ma non pace commerciale

Durante il recente vertice in Sud Corea, i presidenti Xi Jinping e Donald Trump hanno raggiunto un accordo che segna una nuova tregua tra le due superpotenze, sebbene non si tratti di una vera e propria pace commerciale, riporta Attuale.

Entrambi i leader hanno lasciato il vertice con il sorriso, sebbene il tono di Xi fosse più misurato rispetto a quello di Trump, che ha definito l’incontro un «risultato stupefacente». Tuttavia, le basi per questo accordo erano state già poste dai negoziatori americani e cinesi nei giorni precedenti, evitando crisi imminenti quando Pechino aveva minacciato di utilizzare le terre rare come strumento di pressione e la Casa Bianca aveva ipotizzato dazi al 100% entro il primo novembre.

La tregua è stata raggiunta all’ultimo secondo, e i due leader hanno promesso visite di Stato reciproche: Trump sarà in Cina ad aprile e Xi negli Stati Uniti entro la fine del 2026. Risulta evidente che Trump preferisca una diplomazia personale e spettacolare, mentre Xi ha anticipato il leader statunitense accogliendo Kim Jong-un alla parata militare di settembre.

Nonostante la tregua, non ci sono segnali che suggeriscano un cambiamento nell’atteggiamento cinese riguardo alla guerra in Ucraina, con Pechino che continua a supportare economicamente la Russia e accettare la presenza di forze nordcoreane al fronte. Inoltre, i colloqui non hanno affrontato la questione di Taiwan, un fatto che potrebbe rivelarsi positivo per il mantenimento dello status quo nell’isola democratica.

La tregua è sostenuta dall’impegno di Pechino a continuare la vendita di terre rare necessarie per l’industria ad alta tecnologia americana e ad acquistare semi di soia. In cambio, i dazi americani sulle esportazioni cinesi verranno ridotti di un 10%, mantenendosi attorno al 45%. Questo sembra riportare le relazioni commerciali a una situazione simile a quella pre-esplosione della crisi commerciale iniziata con la proclamazione del «Liberation Day» da parte di Trump lo scorso aprile.

La politica cinese, dopo anni di sostenere che il commercio fosse la chiave stabilizzatrice nelle relazioni con gli Stati Uniti, ha dimostrato di essere flessibile di fronte alla competizione strategica. Le terre rare continuano a essere viste come un elemento cruciale nella rivalità commerciale, fungendo sia da scudo che da arma.

L’analisi degli esperti cinesi indica che una «dinamica di equilibrio» potrebbe perdurare finché nessuna delle due potenze sarà in grado di prevalere sugli altri nei settori chiave come i semiconduttori e le terre rare. Allo stesso tempo, Xi Jinping ha presentato il nuovo Piano Quinquennale della Cina, evidenziando l’intento di sviluppare ulteriormente gli investimenti in tecnologia per raggiungere un obiettivo di «crescita di alta qualità» entro il 2030.

In un contesto in cui il mercato interno cinese rimane debole, le industrie continueranno a cercare opportunità all’estero, il che rappresenta una preoccupazione crescente soprattutto per l’Europa. Infine, Xi ha mantenuto un profilo basso durante il vertice, delegando la comunicazione al partito, ma ha rilasciato toni assertivi ribadendo la necessità di mantenere una rotta stabile nelle relazioni tra Cina e Stati Uniti, avvertendo entrambi i leader sui rischi associati a future tensioni.

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