Le accuse di Mosca all’Ucraina su presunti attacchi a Putin: le smentite di Kiev
Ieri, dopo il vertice di Mar-a-Lago tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky, il Cremlino ha accusato l’Ucraina di aver cercato di colpire una delle residenze di Vladimir Putin con droni. Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha dichiarato che le difese aeree russe hanno abbattuto 91 droni, definendo questo presunto attacco un atto di “terrorismo di Stato”. Zelensky ha negato ogni coinvolgimento e ha respinto le accuse, definendo Lavrov un diffusore di “tipiche bugie russe” con l’intento di minare i progressi nei negoziati mediati da Washington, riporta Attuale.
L’accusa di Lavrov giunge in un momento delicato sul piano diplomatico: il presidente statunitense insiste che un accordo di pace tra Russia e Ucraina è “già al 95% concluso”. Zelensky sta cercando di mantenere il sostegno di Trump, mentre la Russia cerca di convincere il presidente americano ad accettare concessioni nel corso delle trattative.
L’unica risposta a queste affermazioni è il fact-checking, per verificare le informazioni disponibili punto per punto.
1. Il Cremlino ha fornito prove a sostegno delle sue affermazioni?
No. Il portavoce di Putin, Dmitry Peskov, ha affermato che non verranno presentate prove a sostegno delle accuse. “Non vedo perché dovremmo farlo dato che il sistema di difesa antiaerea ha funzionato”, ha dichiarato Peskov ai giornalisti.
2. Cosa è successo allora?
È difficile stabilire con certezza cosa sia realmente accaduto. Dall’inizio del conflitto, l’Ucraina ha effettuato attacchi in territorio russo contro obiettivi militari e infrastrutturali. Tra gli attacchi più significativi c’è l’Operazione Spiderweb, in cui droni mimetizzati hanno colpito vari bombardieri strategici del Cremlino. La residenza di Putin sarebbe un obiettivo legittimo per Kiev, soprattutto considerando che Mosca ha ripetutamente tentato di assassinare Zelensky. Tuttavia, lanciare un attacco in un momento cruciale per le negoziazioni con Trump non sembrerebbe una mossa sensata da parte di Kiev. Zelensky ha dichiarato che l’attacco falso sulla villa è un pretesto per Mosca per giustificare nuovi bombardamenti su edifici governativi a Kiev, e Lavrov ha già minacciato rappresaglie. Non è chiaro il motivo per cui Mosca dovrebbe cercare scuse per agire, dato che ha già compiuto attacchi simili in passato.
3. Qual è lo scenario più probabile?
Putin, consapevole che Trump tende ad ascoltare l’ultima persona con cui parla, potrebbe temere le potenziali concessioni che il presidente ucraino potrebbe ottenere dalla sua visita a Mar-a-Lago. Accusando gli ucraini di escalation, sia pubblicamente che al telefono con Trump, Putin spera di prevenire decisioni a loro favore.
4. Trump ha davvero creduto a Mosca?
Quando un giornalista ha suggerito che le accuse di Mosca potessero essere infondate, Trump ha mostrato una certa apertura a questa possibilità. “Stai dicendo che forse l’attacco non è avvenuto? Anche questo è possibile, immagino. Ma il presidente Putin mi ha detto questa mattina che è così”, ha risposto Trump. Pur avendo accesso a servizi di intelligence capacità di fornire analisi più accurate, il presidente spesso ignora le valutazioni delle sue stesse agenzie.
5. Le affermazioni di Mosca sono generalmente attendibili?
Il Cremlino e il ministero della Difesa diffondono frequentemente informazioni non verificate riguardo al conflitto con l’Ucraina. Dopo anni di guerra, Mosca continua a negare colpi contro civili nei suoi bombardamenti, nonostante le evidenze contrarie. Pertanto, non si può escludere che anche questa volta le affermazioni russe possano essere false.