L’Unione Europea valuta l’inserimento dei Guardiani della rivoluzione iraniani nella lista delle organizzazioni terroristiche

29.01.2026 14:15
L'Unione Europea valuta l'inserimento dei Guardiani della rivoluzione iraniani nella lista delle organizzazioni terroristiche

Possibile inserimento dei Guardiani della Rivoluzione iraniani nella lista delle organizzazioni terroristiche UE

Giovedì, i ministri degli Esteri dei paesi dell’Unione Europea discuteranno della possibilità di inserire i Guardiani della rivoluzione, la più potente forza armata dell’Iran, nella lista delle organizzazioni terroristiche. È una proposta sostenuta anche dall’Italia, che l’ha presentata come una risposta alla repressione violenta e brutale attuata dal regime iraniano per sedare le proteste di inizio gennaio, riporta Attuale.

Questa decisione avrebbe un impatto significativo: condannerebbe esplicitamente le brutalità del regime e interromperebbe ogni tentativo di dialogo diplomatico con l’Iran. L’unanimità nel Consiglio dell’Unione Europea è necessaria per procedere, e sebbene non ci siano garanzie che ciò avvenga, i presupposti sono presenti. Kaja Kallas, alta rappresentante per gli affari esteri dell’Unione Europea, ha dichiarato di aspettarsi un accordo e ha affermato: «Se ti comporti come un terrorista, dovresti essere trattato come un terrorista».

Finora, oltre all’Italia, la proposta ha ricevuto il supporto di vari paesi, tra cui Germania, Lituania, Lettonia ed Estonia. Mercoledì, anche Spagna e Francia hanno indicato di essere favorevoli. Non si tratterebbe di una decisione senza precedenti; infatti, gli Stati Uniti considerano i Guardiani della rivoluzione come un’organizzazione terroristica dal 2019, e anche Canada, Australia, Ecuador e Argentina hanno adottato decisioni simili di recente.

I Guardiani della rivoluzione, creati dopo la rivoluzione islamica del 1979 e conosciuti anche come pasdaran, rappresentano il livello più alto delle forze di sicurezza iraniane. Con un’effettiva forza di circa 125.000 membri, controllano anche un ampio arsenale missilistico e il programma nucleare nazionale. Oltre al loro ruolo militare, esercitano una notevole influenza politica ed economica attraverso contratti per miliardi di dollari in vari settori, dalle costruzioni alle telecomunicazioni.

Attualmente, alcuni membri dei Guardiani sono già sottoposti a sanzioni individuali. Se l’Unione Europea dovesse catalogare l’intero gruppo come “organizzazione terroristica”, tutti i suoi membri non avrebbero la possibilità di viaggiare nei paesi europei, i loro beni sarebbero congelati e ogni tipo di finanziamento o transazione economica a loro collegata sarebbe bloccata. Questo rappresenterebbe una forte presa di posizione politica, equiparando i Guardiani ad organizzazioni come l’ISIS, al-Qaida e Hamas.

Per inserire un’organizzazione nella lista nera delle terroristiche, è necessaria una sentenza di un tribunale di un paese membro. Secondo esperti legali, esisterebbe già una sentenza collegata agli attacchi compiuti nel 2023 contro una sinagoga e una scuola ebraica in Germania, condotti da un uomo riconosciuto come parte della rete dei Guardiani. La condanna, che ha visto come mandante un noto cittadino iraniano con legami con i Guardiani, potrebbe fornire una base legale per la richiesta di designazione.

Le diverse opinioni all’interno dell’Unione Europea riflettono preoccupazioni sui possibili effetti di tale designazione. Critici ammoniscono che ciò chiuderebbe ogni canale politico e rischierebbe di compromettere le negoziazioni diplomatiche, comprese quelle relative ai cittadini europei detenuti in Iran, erodendo così il ruolo dell’Unione in questo contesto.

L’Unione Europea ha già imposto sanzioni nei confronti di alcuni funzionari iraniani e ha bloccato le esportazioni di materiali per la costruzione di missili, rinnovando ulteriormente le sanzioni legate al programma nucleare iraniano nel settembre 2025, in risposta alle politiche aggressive del regime iraniano.

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