Referendum sulla giustizia: Meloni sotto attacco dalla sinistra
Roma, 14 febbraio 2026 – La sinistra accusa Giorgia Meloni di voler politicizzare il referendum sulla giustizia, trascurando i temi fondamentali della riforma. Tuttavia, i sondaggi di Antonio Noto e di Alessandra Ghisleri per Porta a Porta indicano una situazione diversa. Secondo Ghisleri, il 25% degli elettori del Partito democratico favorevoli alla riforma ha mostrato un forte cambiamento, orientandosi verso l’astensione o il No a causa di un clima politico modificato. Noto riporta i Sì avanti di 53 a 47.
Il 75% di coloro che votano Sì si pronuncia per i contenuti della riforma, mentre solo il 25% sostiene il governo. In contrasto, il 70% degli elettori del No esprime dissenso nei confronti di Meloni, con una bocciatura della riforma limitata al 30%. Paradossalmente, quando si chiede un giudizio sull’istituzione di due distinti consigli superiori della magistratura, favorevoli e contrari sono rispettivamente il 51% e il 29%, con un incremento a 52 contro 27 per l’Alta corte di giustizia disciplinare. In questi casi, oltre al sostegno del centrodestra, si evidenzia un’adeguata approvazione anche tra gli elettori di Azione, Italia viva e una parte non trascurabile del Pd (oltre un elettore su cinque) e del M5s (più di un elettore su quattro). Tuttavia, la motivazione politica del No prevale su ogni altra considerazione, riporta Attuale.
Le critiche alla riforma si accentuano anche in vista del sorprendente paradosso rappresentato da Nicola Gratteri, capo della procura di Napoli, che colloca al fronte del No le persone perbene e al fronte del Sì i delinquenti. I comitati contrari alla riforma sollevano obiezioni politiche, sostenendo che l’Alta corte disciplinare sarebbe influenzata dalla politica, a fronte di un sistema in cui solo tre membri su quindici sarebbero nominati dal parlamento. Giovanni Bachelet, presidente del comitato Società civile per il No, etichetta come “tecnica eversiva del governo” le proteste riguardo la presenza di magistrati impegnati politicamente nell’ufficio centrale della Cassazione.
Gli elettori di sinistra si dimostrano quindi politicamente molto motivati, mentre quelli di centrodestra mostrano ancora una certa apatia. Secondo Noto, le probabilità di vittoria per il Sì aumenterebbero in seguito a una crescita della percentuale di votanti.
È evidente, a questo punto, che Giorgia Meloni si prepara a mobilitare i suoi sostenitori. Non contempla minimamente l’idea di dimettersi in caso di una sconfitta al referendum, ma cerca ogni modo possibile per evitare tali esiti.